Sei crepe nella visione del mondo secolare

“Pensi che ciò in cui credo sia assurdo, vero?” dissi a un amico Ebreo ateo.

La sua ragazza si intromise garbatamente: “Ma no, figurati, non lo pensa affatto!”

“Sì che lo pensa”, risposi. “Io credo che tutta la storia umana giri intorno a un Ebreo vissuto nel primo secolo in Palestina che morì su una croce e risorse dai morti. E’ assurdo, vero?” Il mio amico ateo annuì. “Il fatto è”, risposi, “che anch’io penso che tu creda in cose assurde”.

Quando i nostri amici ascoltano le affermazioni di Gesù, si domandano come facciamo a credere a queste fantasticherie quando abbiamo a nostra disposizione una visione del mondo perfettamente razionale e coerente. Ma se si analizza il terreno secolare sul quale tutti in teoria ci troviamo, ci si rende conto che assomiglia di più a una banchisa di ghiaccio che galleggia lontano dalla terra ferma.

E ci sono anche delle crepe nel ghiaccio. Qui ne elenco sei.

1. Mancanza di un fondamento per la scienza e l’esistenza

Credere in un Dio Creatore personale può sembrare assurdo, eppure è il fondamento su cui si fonda la scienza. Il metodo scientifico è stato elaborato da cristiani perché essi credevano in un Creatore razionale che governa l’universo secondo principi razionali. Hans Halvorson, professore di Princeton e filosofo scientifico di fama mondiale, sostiene che la scienza tuttora si appoggia meglio su un fondamento teistico. La scienza può spiegare come è nato l’universo, ma il metodo scientifico che studia le cause dei fenomeni naturali non può spiegarci la sua origine. L’ateismo ha difficoltà a spiegare perché c’è un universo o perché l’universo segua leggi razionali comprensibili alla mente umana. Se i risultati della scienza ci portano in una direzione, sostiene Halvorson, è verso il teismo soprannaturalista.

2. Mancanza di fondamento per l’uguaglianza degli uomini

I miei amici secolari credono che l’uguaglianza di tutti gli uomini sia una verità evidente da sé. Ma se accettiamo l’interpretazione materialista della vita secondo cui gli esseri umani si riducono alle loro parti fisiche, perché mai dovremmo avere tutti lo stesso valore? Alcuni cercano di fondare l’uguaglianza nella scienza, citando fonti evoluzionistiche per l’altruismo (un campo guidato dal professore di Harvard e cattolico Martin Nowak). L’evoluzione però ci dà parecchie evidenze nella direzione opposta, e come osserva uno psicologo ateo di spicco come Steven Pinker, esaminare come si sia sviluppata la moralità umana è diverso dalla ricerca morale di come gli esseri umani dovrebbero vivere.  

Se l’universo non è nient’altro che ciò che la scienza può misurare, non esiste alcun fondamento assoluto per il valore e l’uguaglianza degli esseri umani.                 Dopotutto, siamo solo degli atomi.

Altri cercano strutture etiche che trascendono la cultura, citando spesso la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ma la Dichiarazione è stata scritta da una commissione composta in grandissima maggioranza da cristiani presieduta da Eleanor Roosevelt (un fervente cristiano) e si fonda ampiamente sui valori Giudeo-Cristiani. Nel 1983, infatti, il rappresentante Iraniano alle Nazioni Unite la definì “un’interpretazione secolare della tradizione Giudeo-Cristiana, che non avrebbe potuto essere redatta da Musulmani”.

Naturalmente i filosofi secolari possono formulare, e formulano, sistemi etici che sostengono l’uguaglianza umana. Si può perfino osservare che l’uguaglianza favorisce la prosperità. Ma se l’universo non è niente più di ciò che la scienza può misurare, non esiste alcun fondamento assoluto per il valore e l’uguaglianza degli esseri umani. Dopotutto, siamo solo degli atomi.

3. Tensione tra i valori secolari e la diversità religiosa

I miei amici secolari rispettano le differenze religiose e sostengono il diritto delle minoranze religiose di praticare la loro fede. Questa è un’attitudine nobile. Che cosa succede però quando le credenze religiose si scontrano con i valori secolari? Se diciamo ai nostri amici musulmani: “Sosteniamo il vostro diritto a essere musulmani, purché voi accettiate l’uguaglianza dei ruoli degli uomini e delle donne, la legittimità dei matrimoni tra lo stesso sesso e la libertà dei vostri adolescenti di sperimentare la sessualità”, stiamo davvero sostenendo il loro diritto di praticare la loro fede?

Convinzioni sostenute prevalentemente da bianchi occidentali sono spesso in tensione con i credi delle minoranze razziali e religiose.

Nicholas Kristof ha lanciato una sfida ai suoi compagni dalle pagine del New York Times: “Noi [liberali] vogliamo essere inclusivi con le persone che non sono come noi, a patto che la pensino come noi”. I miei amici immigrati non-occidentali provenienti da diverse tradizioni religiose hanno spesso la sensazione che una visione del mondo secolare sia imposta a loro e ai loro figli. Naturalmente questo non significa che l’etica liberale secolare non sia giusta e che non andrebbe imposta. Forse lo è. Occorre però riconoscere che si tratta di convinzioni sostenute prevalentemente da bianchi occidentali, e che spesso sono in tensione con i credi delle minoranze razziali e religiose.

4. Contrasto tra verità oggettiva e relativismo religioso

Alcuni dei miei amici secolari non hanno nessun problema ad affermare che le credenze religiose sono sbagliate. Tuttavia la maggior parte di loro rifiuta un tale approccio e preferisce pensare che tutte le religioni siano ugualmente valide. Ma dal momento che le religioni fanno affermazioni sulla verità oggettiva in competizione tra loro, non possiamo dire che tutte sono ugualmente vere senza inficiare la verità stessa.

Se il razzismo è ingiusto, allora i credi religiosi che sostengono il razzismo sono nel torto. Se l’affermazione che Gesù è risorto corporalmente dai morti non è vera, allora la dottrina centrale della fede cristiana è falsa. Laddove religioni diverse fanno affermazioni contrastanti su eventi storici (come avviene) non possono assolutamente avere tutte ragione. Per quanto difficile possa essere dimostrare fatti accaduti in un passato lontano, se si abbandona il concetto di verità storica si abbandona la verità stessa e la realtà si sgretola.   

5. False supposizioni sulla crescita del secolarismo

Le crepe nel ghiaccio della visione del mondo secolare non si notano perché sembra essere la visione del mondo prevalente. Secondo il secolarismo, i fedeli di una religione sono schierati dalla parte sbagliata della storia: più il mondo diventa moderno, più istruito e più scientifico, l’umanesimo secolare si diffonderà e la religione scomparirà. Questo però non è successo, e non accadrà tanto presto. Anzi, il mondo sta diventando più religioso.

L’idea secondo cui l’ateismo sia la posizione predefinita delle persone istruite è semplicemente insostenibile.

Questo messaggio deve ancora arrivare nella maggior parte delle facoltà universitarie, ma è fatto risuonare chiaro e forte dai sociologi della religione. Oltretutto, il legame tra istruzione e secolarismo è un mito. I cristiani hanno inventato l’università, e oggi Ebrei e Cristiani sono i gruppi più istruiti al mondo, con il minor divario nel livello d’istruzione tra uomini e donne. Negli Stati Uniti, benché i laureati americani siano meno propensi a dichiarare di credere in Dio con certezza assoluta, rappresentano comunque il 55 per cento della popolazione laureata, e i cristiani che hanno un diploma vanno in chiesa più spesso dei cristiani con un’istruzione inferiore. L’idea che l’ateismo sia la posizione predefinita delle persone istruite è semplicemente insostenibile.

6. Il falso presupposto che meno religione sia un bene per la società

I nuovi atei sostengono che il mondo sarebbe migliore senza la religione, ma per rendere convincente tale affermazione sono costretti a fare degli esempi molto selettivi e a ignorare i dati che indicano che, almeno negli Stati Uniti, le persone che fanno parte di una comunità religiosa sono più felici, più sane e vivono più a lungo di quelle che non appartengono a nessuna comunità religiosa.

Al momento attuale, l’ateismo non è considerato alla stregua di tutte le altre religioni. La gente dice: “Non posso essere un cristiano a causa delle Crociate”, ma non dice: “Non posso essere un ateo a causa della Corea del Nord”. Ovviamente i miei amici secolari affermerebbero che la Corea del Nord, la Cina e la Russia di Stalin non rappresentano il loro ideale di ateismo. Nulla da obiettare. Ma nemmeno le atrocità delle Crociate o dell’Inquisizione rappresentano il mio ideale di cristianesimo.

I credi religiosi possono certamente motivare azioni orribili. Il cosiddetto Stato Islamico ci ha lasciato esempi quotidiani di quest’orrore. L’ateismo però non è ben correlato alla virtù, anche al di là dei suoi regimi totalitari. Come osserva lo psicologo ateo Jonathan Haidt: “Gli atei avranno tante altre virtù, ma in uno dei meno controversi e più oggettivi parametri del comportamento morale (sacrificare il proprio tempo, il proprio denaro e donare sangue per aiutare degli estranei bisognosi) le persone religiose risultano moralmente superiori alla gente secolare”.

Parliamoci chiaro: anche noi cristiani non siamo brave persone: Siamo una banda di peccatori e di ipocriti che si aggrappano a meraviglioso Salvatore. Ma c’è qualcosa in quell’aggrapparsi che aiuta.

Le persone religiose credono dunque in cose assurde? Certo. E, per inciso, il mio amico Ebreo-ateo è molto più intelligente di me. Ma è assurdo da qualunque parte lo si veda, e potrebbe benissimo essere che le persone che credono in cose assurde come la risurrezione si trovino contro-intuitivamente su un terreno solido.

Il compianto Dallas Willard una volta scrisse:  

Poiché mi guadagno da vivere facendo il professore universitario e il filosofo, spesso mi si chiede chiaro e tondo: “Perché segui Gesù Cristo?” La mia risposta è sempre la stessa: “Chi altro avevi in mente?”


Rebecca McLaughlin ha un dottorato dalla Cambridge University e una laurea in teologia dal seminario Oak Hill di Londra. E’ intervenuta davanti a platee che vanno da professori a detenuti e ha parlato assieme a leader come Andy Crouch e Paul Tripp. Rebecca scrive regolarmente per The Gospel Coalition. Seguila su Twitter o su www.rebeccamclaughlin.org


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Rebecca McLaughlin