La cattiva notizia del Natale

Accettare la nostra condizione

Il bambino nella mangiatoia è venuto per annunciarci la peggiore notizia di sempre. Infatti, fino a quando non saremo disposti ad accettarla, non desidereremo mai conoscere la migliore notizia di sempre.

La nascita di Gesù fu una cattiva notizia, ma non il tipico esempio di cattiva notizia cui potresti pensare; si trattava invece della peggiore notizia di tutti i tempi. Forse stai pensando: “Paul, ma di che cosa stai parlando? Come poteva non esserci notizia migliore della venuta del Messia sulla terra?” Beh, devi sapere che la storia del Natale è divisa in due parti, e tutte e due sono necessarie per comprendere appieno il significato dell’intera storia.

La parte della storia che tende ad avere più risalto (com’è giusto che sia) è lo straordinario e miracoloso racconto di come Dio si fa uomo e viene sulla terra in forma di un bambino. Com’è meraviglioso pensare che Dio giacesse in quella mangiatoia. Dio era allattato da Maria. Dio crebbe nella casa di Maria e Giuseppe. Dio camminò per le strade polverose della Palestina. Dio patì la fame, il rifiuto, il dolore fisico, l’ingiustizia, e sì, perfino la morte.

Ricorda, il miracolo della nascita di Gesù consiste nel fatto che egli era pienamente Dio e pienamente uomo. Dio, nel suo immenso amore, si è dato a noi per redimerci. Dio si è sottoposto a quello che tutti affrontiamo in questo mondo terribilmente travagliato e disfunzionale. Questa storia è talmente straordinaria, talmente al di fuori delle categorie con cui normalmente diamo un senso alle cose, e talmente bella che è difficile da comprendere con la mente e con il cuore. Dio è venuto in terra. Potrebbe mai esserci una notizia migliore di questa?

Dio doveva invadere il nostro mondo nella persona di Gesù perché semplicemente non c’era alternativa.

La Buona Notizia

Ma è la seconda parte della storia a dare un senso allo sconvolgente intervento di Dio. Perché Dio fece una cosa del genere? Che cosa lo spinse ad arrivare fino a quel punto impensabile? Quando vedi persone fare cose inaspettate o insolite, è normale chiederti perché pensavano che il loro gesto tanto radicale fosse necessario. E’ qui che la storia del Natale è la peggiore notizia di sempre.

A questo punto devo chiederti di aprire con umiltà il tuo cuore a questa seconda parte, la parte che contiene la cattiva notizia della storia del Natale. Dio doveva invadere il nostro mondo nella persona di Gesù perché semplicemente non c’era alternativa. E perché non c’era alternativa? Preparati per la cattiva notizia.

Non c’era nessun’altra alternativa perché il problema più grande della nostra vita non è di tipo familiare, storico, sociale, politico, relazionale, ecclesiale o finanziario. La cosa peggiore e più terribile che ognuno di noi deve affrontare, e che in qualche modo influenza ogni cosa che pensiamo, diciamo e facciamo, non si trova al di fuori di noi; è dentro. Anche se nella tua vita non hai nessuno dei suddetti problemi, sei lo stesso in serio pericolo, a causa dell’insidia che rappresenti per te stesso. Se l’unica cosa di cui gli esseri umani avessero bisogno fosse una piccola aggiustatina alle circostanze delle loro vite, allora la venuta di Gesù sulla terra non avrebbe alcun senso, ma se la maggiore minaccia per noi tutti dimora dentro di noi e non fuori di noi, allora l’intervento radicale dell’incarnazione di Gesù è la nostra unica speranza.

Certo, puoi scappare da una brutta relazione, puoi mollare un lavoro che non ti piace, puoi traslocare da un quartiere malfamato, e puoi lasciare una chiesa disfunzionale, ma non puoi in alcun modo fuggire da te stesso. Tu ed io non siamo assolutamente in grado di salvarci dal più grande pericolo presente nelle nostre vite. Questo significa che senza la nascita di Gesù, siamo destinati a essere distrutti dal pericolo che si nasconde dentro di noi fin dal nostro primo respiro.

La gioia del Natale

Non devi cercare in lungo e in largo nella Bibbia per sapere qual è questo pericolo. Le sue tracce si trovano ogni pagina della Scrittura. Romani 3:23 svela questo pericolo in poche e semplici parole: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. Il peccato è la cattiva notizia della storia del Natale. Gesù non è venuto sulla terra per predicare qua e là o per passare un po’ di tempo con noi; egli è venuto per compiere una missione radicale di salvezza morale.

Egli è venuto a salvarci perché sapeva che da soli non potevamo farlo. Egli sapeva che il peccato ci separa da Dio e ci rende colpevoli davanti a lui. Egli sapeva che il peccato ci rende a tutti gli effetti nemici di Dio, nemici di quello che egli dichiara essere buono, vero e giusto. Egli sapeva che il peccato ci impedisce di vedere la gravità della nostra condizione e il nostro bisogno disperato di aiuto. Egli sapeva che il peccato ci induce a sostituire l’adorazione di Dio con un catalogo interminabile di cose create alle quali i nostri cuori giurano fedeltà. Egli sapeva che il peccato ci rende incapaci di vivere la vita per cui eravamo stati creati. Sapeva pure che il peccato era la malattia terminale che, se non curata, avrebbe ucciso tutti noi.

Ma la storia del Natale ci narra qualcosa di più. Ci dice che Gesù sapeva che anche se fossimo a conoscenza del grande pericolo che c’è dentro di noi, la nostra saggezza e la nostra forza non potrebbero aiutarci. Il peccato è il nemico più grande e invincibile di ogni essere umano. Ci conquista e ci controlla, e non c’è niente che possiamo fare. Solo l’arroganza o l’illusione possono farci credere che siamo a posto. Nessuno di noi è a posto all’infuori dell’invasione di grazia che è l’obiettivo principale della venuta di Gesù.

Se sei come me, fai fatica a credere a questa cattiva notizia. Quando fai qualcosa di sbagliato, probabilmente cerchi di attribuirne la colpa allo stress o alla malattia, a un pessimo capo, a un coniuge problematico, a un figlio snervante, o solo alle normali tensioni della vita. Quando gli altri vengono da te per farti notare che ti sei comportato in modo sbagliato, la tua risposta iniziale probabilmente non è la gratitudine. Se sei come me, ti metti subito sulla difensiva, perché è difficile credere che tu sia il peccatore che essi stanno descrivendo.

Per questo oggi voglio incoraggiarti ad accettare la cattiva notizia della storia del Natale, perché, se lo fai, la buona notizia diventa ancor più consolante e gloriosa. La storia del Natale ti dice che sei stato reso libero per sempre di negare o minimizzare il pericolo che vive dentro di te, perché Gesù è venuto a salvarti, perdonarti, trasformarti, e infine per liberarti. Quel bambino nella mangiatoia ha portato con sé sulla terra tutto ciò di cui i peccatori avevano bisogno. Solo quando ammetti il tuo bisogno di un Salvatore potrai celebrare appieno il rimedio che è Gesù.

Questo articolo è stato adattato da Come, Let Us Adore Him: An Advent Devotional di Paul David Tripp.


Paul David Tripp (DMin, Westminster Theological Seminary) è un pastore, scrittore e conferenziere. E’ anche il presidente di Paul Tripp Ministries. Ha scritto alcuni libri di successo sulla vita cristiana, tra cui What Did You Expect?Dangerous CallingGenitori cristiani: 14 principi biblici che possono cambiare radicalmente la tua famiglia (ADI-Media, 2018) e New Morning Mercies. Vive a Philadelphia con la moglie Luella e ha quattro figli adulti. Per altre informazioni e risorse, visita paultrippministries.org.

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