Unire i puntini

Ti sei mai chiesto se i cinque tratti distintivi di Impatto/Acts 29 abbiano qualcosa che li unisce, una logica di fondo?

Risposta: a unirli è la loro bellezza nell’essere profondamente legati al carattere del Dio Trino e al suo vangelo della grazia e nel realizzare la sua strategia missionaria della chiesa locale.

  1. La sovranità di Dio nella salvezza dei peccatori

  2. La centralità del vangelo in ogni aspetto della vita

  3. L’opera dello Spirito Santo nella vita e nel ministero

  4. La chiesa locale come principale strategia missionaria di Dio

  5. L’uguaglianza di uomini e donne e il principio dell’uomo che guida servendo

La sovranità di Dio nella salvezza dei peccatori

Il controllo sovrano di Dio su tutto questo è fondamentale nella Bibbia. Paolo lo riassume in questo modo in Romani 11:36 “Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose”. L’applicazione di questa verità agli eventi mondiali e alle vite degli individui, nel complesso e nei dettagli più piccoli, si riscontra ovunque nella Bibbia. In particolare, osserviamo che questa dottrina della libera scelta e dell’assoluta libertà di Dio è applicata alla salvezza dei peccatori. Giona 2:10 afferma inequivocabilmente che la salvezza appartiene al SIGNORE. Ogni aspetto della salvezza, dal suo concepimento, al compimento, all’applicazione, alla piena realizzazione appartiene a Dio. Oliver Donovan lo esprime bene nel suo libro Resurrection and Moral Order: il vangelo è la buona notizia che “Dio si è assunto la responsabilità per l’umanità”. L’iniziativa e la responsabilità divina sono fondamentali alla nostra conoscenza di Dio.

L’applicazione di quanto detto alla fondazione di chiese è chiara. Se così non fosse - se il Signore non edificasse la chiesa, se non avesse un popolo numeroso in questa città, se non aggiungesse alla chiesa quelli che sono salvati, che sono ordinati a vita eterna – chi di noi avrebbe l’ardire di proclamare il vangelo?

La centralità del vangelo in ogni aspetto della vita

Nel vangelo di Gesù Cristo vediamo l’iniziativa e la responsabilità divina manifestate in modo chiaro e meraviglioso. L’incarnazione, la vita, l’insegnamento, la morte, la risurrezione, l’ascensione, l’intercessione e il ritorno di Gesù manifestano al tempo stesso la condiscendenza e la misericordia del Dio che prende l’iniziativa, e la grazia e la compassione del Dio che si assume la responsabilità. Questa è una grande notizia in grado di trasformarci. Essa è sufficiente per tutti i nostri mali, per tutti i nostri peccati, e per tutte le nostre aspirazioni, perché parla di un Dio che fa per noi e per il cosmo ciò che fece per Gesù alla risurrezione.

Questo è il motivo per cui tutta la nostra attività nel fondare chiese, nel predicare, fare discepoli, fornire consulenza pastorale, pianificare, educare i figli, disciplinare, formare, sognare è un tentativo di rispondere alla domanda: qual è l’impatto della vita, della morte, della risurrezione, dell’ascensione, del regnare e del ritorno di Gesù su questo aspetto della mia vita quotidiana di credente, o della nostra vita quotidiana come chiesa?

La presenza e la potenza dello Spirito nella vita e nel ministero

Una volta stabilite le linee guida dell’iniziativa e della responsabilità di Dio, ci rendiamo conto che tutto quello che abbiamo proviene dalla presenza dello Spirito in noi. In tutte le discussioni che riguardano lo Spirito, il suo ruolo e la sua attività, dovremmo essere d'accordo sulla cosa principale che compie lo Spirito. Egli ci unisce al Cristo vivente, e stabilendo quest’unione, che è la benedizione principale, ci permette di accedere a tutte le benedizioni spirituali che si trovano in lui. Ciò include la capacità di parlare e agire nella missione di Gesù, per conto di Gesù, nel mondo di Gesù. Lo Spirito Santo ci unisce al Capo divino, che ci guida, ci dirige, ci dà potenza, e ci governa.

La chiesa locale come principale strategia missionaria di Dio

Nella fondazione di chiese questo principio si manifesta nel dipendere con umiltà e semplicità da Dio nella preghiera, esprimendo la nostra lode e il nostro ringraziamento in canti e ascoltando la sua voce nella sua parola. Tutto il resto è una manifestazione pratica della nostra rivolta, e il rifiuto della sua benevola offerta di prendere l’iniziativa e di assumersi la responsabilità fino ai più piccoli dettagli delle nostre chiese da fondare. Egli si offre di produrre il volere e l’agire secondo il suo disegno benevolo. Egli si offre di edificare le nostre chiese da fondare come espressioni della Chiesa che egli certamente edificherà.

Il Padre manifesta la sua iniziativa amorevole e rassicurante assumendosi la responsabilità nei nostri confronti mandando suo Figlio. Il Padre e il Figlio prendono l’iniziativa e mandano lo Spirito, il quale si assume la responsabilità di tutta la nostra opera per lui. Il Dio Trino prende l’iniziativa e si assume la responsabilità per il mondo che ha creato mandando il suo popolo, la chiesa, nel mondo per essere una famiglia missionale che riflette la gloria e la grazia di Dio al mondo, proclamando il vangelo a tutti. Questo ci rende intenzionali in tutto ciò che facciamo. La nostra intenzionalità è il nostro modo di esprimere, al nostro livello, l’iniziativa e la responsabilità divina di Dio nel mondo.

Perciò nelle nostre chiese in via di fondazione siamo profondamente coinvolti nelle nostre comunità in modi creativi e proattivi perché siamo emissari del nostro Dio che prende l’iniziativa e si assume la responsabilità, e vogliamo che l’umanità prosperi sottomettendosi gioiosamente alla Signoria universale di Gesù Cristo.

L’uguaglianza di uomini e donne e il principio degli uomini che guidano servendo

In questo contesto, le relazioni complementariane non sono né un dettaglio irrilevante né un dogma imbarazzante. Esse rispecchiano il Dio Trino e la posizione della chiesa nei confronti del mondo in tema di matrimonio, di educazione dei figli e del guidare per servire. La Bibbia non avrebbe nulla da dire sul matrimonio se i ruoli di cui parla Paolo in Efesini 5 fossero intercambiabili. Oltre a questo, la Bibbia non avrebbe niente da dire sul vangelo se i ruoli fossero intercambiabili (Efesini 5:32). Se non ci fosse asimmetria, allora il criterio principale di Paolo per valutare e scegliere le guide spirituali della chiesa svanirebbe. La ridefinizione radicale di Gesù dell’autorità e del potere in Marco 10:42-45 si fonda su ciò che la Bibbia afferma su Dio Padre, Dio Figlio, Dio lo Spirito, sulla chiesa e sulla famiglia. Se solo fossimo consapevoli dei disastri che combiniamo quando facciamo a pezzi e maltrattiamo la Bibbia nei suoi testi apparentemente difficili!

Nelle nostre chiese in via di fondazione e nelle squadre complementariane che lavorano sodo per farle decollare, vogliamo essere certi di offrire un ambiente in cui uomini e donne possono prosperare sotto l’autorità di Dio, compiacendosi nel fatto che egli ha preso l’iniziativa e si è assunto la responsabilità per il suo popolo. Prenderemo l’iniziativa e ci assumeremo la responsabilità per il nostro mondo mediante lo Spirito. Nelle nostre chiese e nelle nostre famiglie, gli uomini prenderanno l’iniziativa e si assumeranno la responsabilità di essere guide che si sacrificano, mostrando e raccontando in questo modo il vangelo.

Conclusione

Vediamo dunque quanto questi valori teologici basilari siano direttamente collegati al carattere di Dio e alla bellezza del vangelo. Questi tratti distintivi definiscono il modo in cui ci impegniamo nel compito di fondare chiese e il tipo di chiese che intendiamo fondare, tutto questo per la gloria di Dio.


Philip Moore è sposato con Rachel. Hanno cinque figli. Nel 2006 Philip si è trasferito in Francia per essere il pastore di una chiesa nell’area di Parigi. Da allora, per grazia di Dio, la chiesa ha fondato tre chiese sorelle e ha formato una coppia per fondare una chiesa nel centro di Parigi. Attualmente è il Direttore di Acts 29 Europa.

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