Tre ragioni per lasciare il pulpito ad altri

A noi predicatori piace predicare, ma non dovremmo amare troppo la predicazione in sé.  L’atto del predicare è un potenziale idolo per i predicatori. Chi predica può avere un desiderio eccessivo di stare dietro al pulpito, e visto che noi predicatori diciamo alle pecore di trovare la loro identità in Cristo e non nel loro lavoro, questo è un messaggio che dobbiamo predicare anche a noi stessi.

Noi non siamo la nostra predicazione. Non siamo i nostri sermoni. Noi siamo discepoli prima di essere dei leader. E a volte, dobbiamo lasciare il pulpito ad altri. Lasciare predicare ad altri è un bene per te, per la chiesa e per la missione.

Un bene per te

Puoi riposare e ricaricarti. Il lavoro mentale richiesto dalla predicazione è stancante. L’impegno emotivo è estenuante. La predicazione è faticosa anche dal punto di vista fisico, specialmente nel caso sia richiesto predicare più volte la stessa domenica. C’è un forte rischio di esaurimento fisico e mentale quando questi elementi si sommano. Studiare durante la settimana, lottare con le preposizioni del testo biblico, delineare un ammasso di pensieri, e poi scrivere ed esprimere con parole tue la Santa Parola di Dio è un compito difficile. Prenderti delle domeniche di pausa dal pulpito può aiutarti ad evitare l’esaurimento. Se non hai ancora nessuno a cui affidare questo compito, chiama un amico, invita un altro pastore nella tua chiesa, sii creativo. Prenditi del tempo per riposare, ricaricarti e ravvivare lo zelo di proclamare il Cristo risorto.

Puoi trascorrere più tempo con la tua famiglia. Quando predichi la domenica, tua moglie  vive un’esperienza diversa da quella delle sue amiche. Suo marito è occupato, le persone parlano con lui, lui non può aiutarla con i figli. . . le mogli dei pastori sono le eroine dietro le quinte del ministero del vangelo. Quando non predichi, hai più tempo per stare con la famiglia — non devi più prepararti all’ultimo minuto il sabato. Andate al servizio tutti insieme, lasci i bimbi nel nido, e puoi sederti accanto a tua moglie. È fantastico.

Puoi concentrarti su altre questioni. In ogni chiesa ci sono un sacco di ruote che cigolano. Quando predicare è una delle tue responsabilità settimanali, è difficile dare attenzione a tutte le componenti della chiesa che richiedono una spruzzatina di WD-40. Ma quando non hai nessun sermone da preparare, puoi dedicare il tuo tempo e la tua attenzione a tutti questi cigolii.

Ti ricordi di non essere indispensabile. Togliere le mani dal pulpito ti ricorda che non sei indispensabile, che non sei l’X-factor o la pietra angolare della tua chiesa. È ancora Gesù. L’opera del vangelo continua ad andare avanti con potenza quando altri fratelli fedeli predicano la Parola di Dio. Lo Spirito Santo è ancora presente. Sgombrare il pulpito è un modo di ricercare l’umiltà.

Un bene per la chiesa

Fedeltà ben allineata. Quando la chiesa sente predicare altri pastori, alle persone viene ricordato che sono chiamate ad essere fedeli non a te ma a Cristo e alla sua Parola. Aprire il pulpito aiuta a smantellare la cultura della celebrità di una chiesa locale. Anche se potresti non essere un predicatore famoso, la cultura della chiesa locale può comunque avvolgerti di uno status di celebrità. Resisti a questa pulsione.

Unendo le voci si dimostra un messaggio coerente. C’è un qualcosa di particolare in una voce nuova. Quando un predicatore ospite arriva in città o il pastore per l’adorazione predica una domenica, la chiesa può ascoltare da loro quello che tu stai cercato di dire. Alleluia! Non dovrebbe esserci gelosia in questi momenti. Ricorda lo scopo della predicazione: Non è perché le persone ascoltino te, ma perché esse contemplino la gloria di Gesù e siano trasformate sempre di più a sua immagine.

Un bene per la missione

Si sviluppano leader. Non ci vuole un genio per capirlo. Quando cedi il pulpito, stai dando ad altri l’opportunità di crescere nei loro doni. Stai concedendo ad altri la possibilità di farsi le ossa. Non esistono integratori da assumere per predicare alla chiesa riunita. Puoi simulare la predicazione in un laboratorio di predicazione o in qualche altro contesto, ma niente è paragonabile al predicare a una chiesa locale riunita per adorare. Predicare è un momento pastorale unico. Tutti gli anziani sono pastori e dovrebbero essere capaci di insegnare, ma non tutti gli anziani predicano regolarmente. E quando uno degli anziani ha la capacità di proclamare la Parola di verità alla chiesa riunita, lascialo fare. Lascia che altri si affatichino con te nella predicazione e nell’insegnamento. (Bonus: gli altri anziani potrebbero mostrare una maggiore empatia per ciò che fai quasi ogni settimana!)

Si scoprono fondatori di chiesa. Forma fondatori di chiesa levando i tuoi piedi dal pulpito. Potrebbe esserci un diacono, un anziano laico o un servitore in formazione che ha il dono di predicare, e che sta aspettando che questo dono sia scoperto. Forse non hai nessuno che sembra pronto per predicare. Discepola queste persone. Affida loro la predicazione ed equipaggiale per l’opera di questo ministero. Il tuo prossimo fondatore di chiesa potrebbe essere chiamato, equipaggiato e mandato nella mèsse semplicemente dando ad altri la possibilità di predicare.

Se dentro di te senti una resistenza al pensiero di cedere le chiavi del pulpito per una domenica, forse un idolo si sta agitato. Abbattilo scendendo dal palco per una settimana. Fratelli, lasciamo il pulpito ad altri ogni tanto. È un bene per te, per la chiesa e per la missione.


J.A. Medders lavora nello staff di Risen Church e Risen Collective a Houston (Texas). E’ un dottorando in spiritualità biblica presso il Southern Baptist Theological Seminary. E’ anche il conduttore del Podcast di Acts 29. Jeff è l’autore di Humble Calvinism e Gospel Formed. Puoi leggere i suoi articoli e la sua newsletter mensile su spiritualtheology.net.

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