Respingi le tenebre questa settimana

E’ come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli. E a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine, è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Samwise Gamgee, Il Signore degli Anelli

J. R. R. Tolkien non ha dovuto compiere grandi sforzi per immaginare un mondo devastato dalla guerra e pieno di malvagità e di tenebre. Durante la sua vita è stato testimone di due guerre mondiali, genocidi, carestie, dittature, crisi economiche e altro. Tolkien poteva scrivere di un mondo oppresso dalle tenebre perché era il mondo che conosceva. L’oscurità della Terra di Mezzo era una finzione, ma si basava sulla realtà. Il nostro mondo devastato dagli effetti del peccato è circondato dalle tenebre. La vita di ogni giorno è macchiata dagli effetti del peccato.

Ma non è stato sempre così.

All’inizio della storia della Bibbia, la nostra attenzione è attirata in un posto straordinario sul pianeta terra: il giardino dell’Eden. La storia dell’uomo iniziò in un luogo libero dal dolore, dalla sofferenza, dal male e dal peccato. Il regno di Dio e la dimora dell’uomo si sovrapponevano in un luogo reale collocato nel tempo e nello spazio. L’Eden era letteralmente il cielo sulla terra.

Poi ci fu la ribellione. Fummo scacciati dal giardino, allontanati da quel regno di sicurezza, pace e gioia, per essere gettati in un nuovo regno dominato dalle tenebre e dalla morte (Genesi 3:14–19).

Il resto della Bibbia descrive il piano di Dio per ricondurci all’Eden, anzi, a qualcosa di ancora migliore: ripristinare la sua dimora eterna e riaccogliere nuovamente l’umanità nel suo regno.

Ma non siamo ancora lì.

Il regno delle tenebre

Basta leggere il giornale o i social media. Il mondo in cui viviamo è pieno di oppressione, discriminazioni razziali, guerra, povertà devastante, violenza e fame.

Ma anche se le tenebre dominano la scena, ci sono sempre più ambasciate del regno della luce. Fondare chiese significa creare avamposti di luce in un mondo di tenebre. Fondare chiese vuol dire respingere le tenebre facendo risplendere la luce mediante la fondazione di chiese in tutto il mondo.

Per questo entriamo in comunità in preda alla disperazione e predichiamo la buona notizia della vittoria del nostro Re. Cristo ha sconfitto l’impero malvagio del peccato e della morte e l’inferno. Quando fondiamo chiese, non predichiamo solo questa buona notizia, ma la incarniamo anche nella nostra vita comunitaria.

Gesù ha detto che facciamo risplendere la luce del suo regno quando pratichiamo le buone opere che dimostrano il vangelo e manifestano la speranza che si trova in questo regno (Matteo 5:14–16).

La sconfitta delle tenebre

Ho visto questa promessa realizzarsi nella nostra giovane chiesa. Abbiamo cercato la riconciliazione sociale in una piccola città del sud che per molto tempo è stata divisa dalla discriminazione razziale. La nostra chiesa ha collaborato con altre della zona per ospitare una conferenza che affronta questioni come il razzismo, la povertà, l’immigrazione e lo sviluppo sociale. C’è ancora molto da fare, ma grazie a collaborazioni vangelocentriche stiamo iniziando a contrastare gli sforzi del nemico di mantenere le persone divise.

Stiamo inoltre cercando di respingere le tenebre dell’aborto. L’anno scorso abbiamo sostenuto l’adozione di bambini nati da madri con gravidanze non volute o problematiche. Per l’anno prossimo la nostra chiesa prevede di sostenere almeno altre tre adozioni.

Ma non vediamo le tenebre indietreggiare solo nel nostro contesto. Abbiamo collaborato con altre chiese nel mondo per fondare ancora di più ambasciate del suo regno di luce. Proprio quest’anno, abbiamo avuto notizia da queste chiese di battesimi di nuovi credenti appartenenti a popolazioni non raggiunte. Ci è stato riferito di bambini che sono stati strappati alla prostituzione minorile, di vite salvate e di interi paesi e quartieri messi sottosopra dal vangelo.

Nemmeno le tenebre più oscure prevarranno sulla luce. Mentre fondiamo chiese che diffondono la luce del vangelo, possiamo cogliere brevi scorci di Eden. Quando il popolo di Dio si riunisce per cantare il vangelo, per ascoltare la predicazione del vangelo e per vederlo rappresentato nel battesimo e nella Cena del Signore, viviamo un’anticipazione del nostro ritorno in Eden.

La fine delle tenebre

Mentre dimostriamo il vangelo con le nostre azioni, con le nostre parole annunciamo un messaggio di speranza: i giorni delle tenebre sono contati. E’ in arrivo un mutamento radicale, e la luce sta invadendo ogni angolo del mondo. Le cose stanno cambiando.

Certo, accadrà lentamente. A volte sembrerà che le tenebre stiano prevalendo. Ma il mondo che desideriamo sta arrivando. Anzi, è visibile ora mentre il suo regno si estende fondando chiese, chiese che portano la luce nei luoghi bui e perduti.

Forse tutto questo ci sembra troppo ordinario. Forse pensiamo che avremmo potuto inventarci un piano migliore. Ma le vie di Dio non sono le nostre (Isaia 55:8–9). Il suo piano per respingere le tenebre si attua fondando chiese, chiese che manifestano la sua infinitamente varia sapienza (Efesini 3:10).

E’ fin troppo facile guardare il dolore, la sofferenza, la cecità spirituale e la malvagità nel mondo e lasciarsi scoraggiare. Ci chiediamo: Perché Dio non fa qualcosa? Perché non agisce per cambiare tutto questo?

Ma la realtà è questa: Dio ha fatto qualcosa. In Cristo, egli ha agito in modo decisivo. E ora egli ha inviato noi, il suo popolo, a respingere le tenebre. La tua chiesa locale è la strategia principale di Dio contro le tenebre. Dopotutto, “anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno”.


Dayton Hartman è il pastore della chiesa Redeemer a Rocky Mount, North Carolina. E’ anche professore associato del Southeastern Baptist Theological Seminary e della Columbia International University. Ha scritto Church History for Modern Ministry e Lies Pastors Believe. Dayton e sua moglie, Rebekah, hanno tre figli. Puoi seguirlo su Twitter.

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