Festeggiare il Natale con un cuore infranto

Con i preparativi che ormai fervono e gli inviti alle cene natalizie già segnati sul calendario, il mio cuore trepida per l’attesa: il Natale è alle porte. Per dire la verità, inizio già a sentirmi euforica a settembre al pensiero di stare seduta intorno al tavolo con la mia famiglia per la festa del Ringraziamento. E quando il Ringraziamento lascia il posto al Natale, il mio entusiasmo non fa altro che aumentare.

Questo era il rituale che si ripeteva ogni anno, fino a quando sono stata colpita dalla sofferenza.

Qualche anno fa, trascorsi le vacanze natalizie con addosso ferite ancora fresche, e rimasi sorpresa nel rendermi conto di come una stagione che una volta consideravo confortante non facesse altro che aggiungere dolore al mio dolore. Quell’anno solare mi aveva portato moltissima sofferenza: avevamo perso dei cari, il nostro matrimonio stava affrontando un periodo difficile, la nostra procedura per l’adozione era stata sospesa, mio marito era alle prese con dei cambiamenti importanti nel lavoro e stavamo attraversando una crisi familiare. Mi era anche stato diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress a causa di tutto lo shock e il cambiamento. Il peccato, la morte e l’angoscia sembravano essere sempre presenti, e il dolore ancora intenso mi impedì di festeggiare le vacanze come ero solita fare.

Combattere per la gratitudine

E’ facile essere grati quando Dio ci manda stagioni di abbondanza e di gioia, ma dovetti affrontare un terribile combattimento per la gratitudine quando egli mi mandò la sofferenza. Ripensandoci, tuttavia, considero quelle vacanze natalizie tra le migliori che abbia trascorso perché ora mi rendo conto che la sofferenza mi ha aperto gli occhi e mi ha permesso di festeggiare il vero significato del Natale.

E’ facile essere grati quando Dio ci manda stagioni di abbondanza e di gioia, ma dovetti affrontare un terribile combattimento per la gratitudine quando egli mandò la sofferenza.

I prossimi giorni possono essere insopportabilmente dolorosi per chi si trova nel dolore a causa della morte di una persona cara, della perdita del posto di lavoro, dell’infertilità, della morte di un bambino, di una diagnosi terribile, o di una crisi familiare. Invece di cercare solo di sopravvivere alle feste, mi è permesso offrire un altro suggerimento?  E se invece di limitarti a tirare avanti decidessi di concentrarti su ciò che conta davvero? Anche se non puoi cambiare le cose che ti sono successe, puoi ugualmente festeggiare il vero significato del Natale nel mezzo del tuo dolore.

Qui elenco tre suggerimenti per aiutarti a concentrarti su ciò che conta durante queste feste di Natale.

1. Va bene passare un Natale diverso quest’anno

In seguito al dolore, le emozioni si fanno più intense e le tradizioni che un tempo recavano gioia possono generare una profonda tristezza. Sentiti libero di lasciare da parte certe cose. Ripensando a quel difficile periodo natalizio, sono grata per la sofferenza perché mi ha permesso di liberarmi di tutti gli eccessi delle feste e di concentrarmi sul loro significato più vero e semplice. All’epoca non me ne resi conto, ma la sofferenza mette i sentimenti al loro giusto posto.

La sofferenza mette i sentimenti al loro giusto posto.

Mentre i fronzoli e le formalità della stagione natalizia stranamente si affievolivano alla luce della mia sofferenza, il vero significato del Natale emerse dalle ceneri del dolore. Concentrati su questo e lascia che tutto quello che genera la disperazione finisca nel dimenticatoio quest’anno.

2. Circondati con la verità

Stremata dagli effetti collaterali fisici del dolore, l’invidia e lo scontento si fecero strada nel mio cuore. Ero gelosa delle persone per cui normalmente mi rallegravo. Desideravo le storie carine della loro famiglia, i loro bei lavori, le loro favolose tradizioni natalizie. Confessai il mio peccato ai miei amici più intimi e a un caro consigliere spirituale che mi incoraggiò a fare attenzione alle immagini che stavo assorbendo.

Circondati di persone e di risorse che con amore potranno fornirti sostegno. Scegli musica, podcast e libri edificanti che rivolgono il tuo sguardo a quello che hai già in Cristo, anziché a risorse che ti fanno guardare a ciò che non hai. In parole povere, riempi la tua casa, la tua mente e le tue relazioni con la verità vivificante che consente alla gioia e al dolore di convivere alla luce della grazia che si trova nel vangelo.

3. Tieniti lontano dai social media

Quando la sofferenza colpì la nostra famiglia, mi presi una pausa dai social media. Mi sembrò una cosa un po’ sciocca a quel tempo, ma come ho ricordato prima, quando venivano pubblicate foto di famiglia e di pranzi di Natale, scoprii che il mio cuore desiderava cose che Dio aveva concesso ad altri e negato a me. Paragonavo la storia che Dio stava scrivendo nella mia vita ai momenti salienti delle vite degli altri.

Paragonavo la storia che Dio stava scrivendo nella mia vita ai momenti salienti delle vite degli altri.

Se usati nel modo giusto, i social media sono ottimi strumenti per comunicare con la famiglia e gli amici in giro per il mondo. Ma se ti scopri critico dei tuoi amici sui social media o insoddisfatto della tua vita, prenditi un periodo di pausa. Sii onesto e non aver paura di mostrarti fragile con gli amici e con la famiglia nella vita reale. Permetti alla tua comunità di starti vicino di persona durante questa stagione natalizia, non tramite uno schermo.

Credente, Dio è venuto sulla terra per fasciare gli afflitti. Va bene sentirti afflitto in queste festività a causa del bambino nella mangiatoia. Va bene passare le vacanze natalizie senza negare le tue ferite, permettendo invece che esse indichino una storia più grande. Che tu possa trovare grande pace in mezzo a un grande dolore, e che tu possa trovare riposo sapendo che il Dio dell’universo conosce il tuo dolore ed è vicino a colui che è afflitto. Che la celebrazione della nascita di Gesù, che è venuto sulla terra per gli affaticati e gli oppressi, possa darti pace e consolazione in questi giorni tristi.


Brittany Salmon è una giornalista freelance e una sostenitrice dell’adozione. Ha un Master of Arts (Laurea Magistrale) in studi interculturali dal Southeastern Baptist Theological Seminary e un Master of Arts di insegnante dalla North Carolina State University. Scrive sulla fede e sulla famiglia su www.brittanynsalmon.com, e scrive spesso per il Women’s Blog del Southeastern Seminary e per Intersect Project. Le piace passare il tempo con suo marito e i loro tre figli e un cane che si chiama Mr. Tom Hanks. Puoi comunicare con Brittany su Twitter o su Instagram.


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