Cristiano ordinario, hai una missione straordinaria

Spesso è difficile vedere la vita quotidiana come un campo di missione. Ma le nostre vite ordinarie (lavoro, scuola, commissioni da sbrigare, portare i figli a lezione di musica, preparare la cena) sono piene di opportunità per lavorare per il regno di Dio. Un raccolto abbondante ci sta davanti nelle cose ordinarie (Matteo 9:37), e Dio ci chiama ad essere operai nella sua mèsse. Tuttavia, a volte ci sentiamo talmente impreparati per questo compito che spesso lo evitiamo.

Grazie alla nostra chiesa a Denver (Colorado) che fa parte di Acts 29, io e mio marito abbiamo una nuova prospettiva sull’essere amici, genitori, vicini e lavoratori. Siamo sempre stati generalmente persone fidate, amichevoli e laboriose. Ma ora abbiamo una profonda passione per la missione e ci sentiamo espressamente chiamati ad amare e servire i nostri vicini, figli e colleghi di lavoro affinché possano conoscere Gesù.

La nostra congregazione investe con la preghiera e con risorse finanziarie nella fondazione di chiese in tutto il mondo e in organizzazioni in tutta Denver, ma come chiesa sosteniamo in modo molto intenzionale anche i laici e li equipaggiamo per diffondere il Vangelo di Gesù nei luoghi in cui si trovano e nelle loro vocazioni. Mio marito non è un pastore e io non sono la moglie di un pastore. Siamo laici di una chiesa locale che desiderano che le persone che Dio ha messo nelle nostre vite lo conoscano e lo adorino. Siamo persone ordinarie con una missione straordinaria.

Altri tempi, stessa missione

È facile considerare il nostro contributo all’opera del regno meno importante di quello di chi viene pagato dalla chiesa. Sbagliamo se pensiamo che il modo migliore per piantare il seme dello Spirito sia fondare (o guidare) una chiesa. Nella Bibbia vediamo uomini e donne ordinari, senza istruzione, appartenenti alla classe operaia rispondere alla chiamata di Gesù e compiere opere straordinarie per mezzo dello Spirito.

Nel suo libro La storia più grande, Kevin DeYoung scrive: “La banda dei discepoli scelti era anch’essa piuttosto strana”. Gesù avrebbe potuto scegliere dei farisei come compagni di ministero. Erano già rispettati tra gli Ebrei ed esperti dei testi religiosi. Ma egli scelse come suoi compagni persone senza nessuna posizione religiosa, politica o socioeconomica. Egli insegnò loro ad amare il loro prossimo, servire le loro famiglie e lavorare diligentemente come operai della mèsse.

La chiamata che Gesù rivolse ai suoi 12 discepoli non è diversa da quella che egli rivolge a noi oggi, 2000 anni dopo. Matteo 10:1 dice: “Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli . . ..” Prima Gesù ci chiama a sé; poi ci manda per essere madri e padri affettuosi, lavoratori umili, datori di lavoro generosi, vicini amorevoli ed evangelisti audaci.

Ordinari e missionali

Pastori e fondatori non sono cristiani speciali; sono cristiani fedeli alla chiamata che Dio ha dato loro di usare i suoi doni per glorificare il suo nome. E lo stesso vale per noi che stiamo dall’altra parte del pulpito. Siamo loro collaboratori nel fare discepoli. Abbiamo relazioni con persone che i leader della chiesa forse non incontreranno mai. Dio ci rende suoi testimoni tra i perduti.

Come possono persone ordinarie come noi essere coinvolte in modo significativo nella missione?

  • Possiamo preparare dei pasti a chi soffre. Possiamo aiutare ad alleviare i pesi e pregare per guarigione e pace.

  • Possiamo essere bravi studenti della Parola e audaci annunciatori della buona notizia che Cristo salva i peccatori.

  • Possiamo andare dagli ultimi della società. Ai tempi di Gesù nessuno avrebbe toccato un lebbroso, ma egli lo fece. Andiamo dagli emarginati e accogliamoli nelle nostre case e nelle nostre chiese. Vediamo la loro afflizione, udiamo il loro grido e conosciamo i loro affanni, come Dio fece con Israele (Esodo 3:7).

  • Possiamo combattere le bugie che Satana ha insinuato nelle nostre chiese, città, case e posti di lavoro con la verità biblica.

  • Possiamo consolare gli afflitti, visitare i malati, vestire i nudi e sfamare gli affamati (Matteo 25).

  • Possiamo crescere figli che amano il Signore e cercano le sue vie. Possiamo sostenere la causa di Cristo e aiutare altri a vivere coraggiosamente e in modo controculturale.

Equipaggiati dal Signore della mèsse

Tutti noi condividiamo con la nostra chiesa locale la missione di fare discepoli e insegnare loro. Anche se non stiamo camminando fisicamente con Gesù come fecero i primi 12 discepoli, abbiamo la Parola di Dio vivente ed efficace (Ebrei 4:12) e lo Spirito Santo. Inoltre, abbiamo ricevuto in dono la chiesa e guide spirituali che ci aiutano a prepararci per la missione.

Preparati per lavorare nella mèsse adorando in comunità e ascoltando il Vangelo di Gesù insegnato e difeso. Usa le risorse messe a disposizione dai ministeri per la famiglia e i bambini per farti carico del discepolato dei tuoi figli, insegnando loro la condotta che devono tenere (Proverbi 22:6). Collabora con le organizzazioni che la tua chiesa sostiene e servi la tua comunità. Fonda chiese e sostieni ministeri che si occupano di fondazione di chiese.

Che la chiesa possa crescere grazie all’audacia di laici ordinari. Studiamo la Parola di Dio, impariamo dalla conoscenza dei nostri pastori e abbiamo fiducia mediante lo Spirito per amare tutti quelli che incontriamo. Possiamo entrare nei nostri campi di missione ordinari con coraggio, sapendo che—in Cristo—siamo equipaggiati per compiere l’opera straordinaria che Dio ci affida.


Stephanie Effken è un membro di Park Church a Denver, Colorado. Lei e suo marito, Chris, hanno due figli e un terzo in arrivo. Recentemente ha lasciato il suo lavoro presso un’azienda che realizza siti internet per insegnare ai suoi figli. Le piace ospitare gente a casa, cucinare, andare in biblioteca, leggere, creare bigiotteria fatta a mano e viaggiare.

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