Come rimanere sani nel ministero: salute spirituale

Dietrich Bonhoeffer nel suo libro “Il costo del discepolato” ci dice che cosa significa seguire Gesù: “Quando Cristo chiama un uomo, lo invita ad andare a morire”.

Il costo del discepolato e la chiamata al discepolato sono una chiamata a morire a se stessi e a vivere nella pienezza di una vita risuscitata in Cristo Gesù.

La salute e la crescita spirituale dei pastori corrispondono alla salute della chiesa, perciò sono cose da prendere sul serio.

Come ministri stabiliti da Dio, i fondatori di chiese e i pastori sono gli “uomini chiave” chiamati da Dio per guidare nel fare discepoli e portarli alla maturità (Col. 1:28-29). Siamo pastori che devono insegnare e predicare la sana dottrina “in ogni occasione, favorevole e sfavorevole” e le nostre vite devono rispecchiare che cosa significhi essere un adoratore in missione.

E’ una chiamata nobile e stupefacente!

La fondazione di chiese e il ministero pastorale richiedono indubbiamente una vita altruistica offerta in “libazione” e una fedele consacrazione a Dio e al suo popolo. Tuttavia, questa chiamata al ministero pastorale non significa trascurare noi stessi per amore di Cristo.

Infatti, mentre sacrificare se stessi è biblico, trascurare se stessi è peccaminoso, e una tale abitudine, pur con le motivazioni e le intenzioni più pie, causerà una vita poco sana e una chiesa poco sana, e nessuna delle due cose piace a Dio.

Che cosa dovrebbe fare allora l’impegnatissimo fondatore di chiese e pastore? Questi sono alcuni normali suggerimenti di uno che ha fondato due chiese e che è passato per tre diversi tipi di pastorato (per es. vocazionale, bi-vocazionale e non-vocazionale):

Sii “l’uomo della Bibbia”

I pastori danno continuamente tutto loro stessi nella predicazione, nella cura pastorale, nel formare una visione, nell’evangelizzazione, nelle visite e nella consulenza pastorale, e la lista potrebbe continuare.

Aggiungiamo alla lista la fondazione di chiese e ci sono tutti gli ingredienti per un fallimento spirituale! Pastori, dobbiamo essere saturi della conoscenza di Dio e della sua gloria. Non possiamo amare quello e chi non conosciamo. Non possiamo svolgere il ministero pastorale se siamo “in riserva” di carburante spirituale.

Se la spia del tuo carburante spirituale si è accesa, ravvediti e leggi. Immergiti nella Parola di Dio e cibati di essa per la tua vita e il tuo ministero. Non leggerla soltanto in modo tecnicistico in vista del tuo prossimo sermone. Leggila in modo devozionale, ricordando le glorie del Calvario mediante le quali ti sono state rivelate le misericordie di Dio.

Matt Chandler, Presidente di Acts 29, ha raccontato questo aneddoto di un botta e risposta che ebbe con un altro noto oratore a una conferenza cristiana. Mentre Matt stava aspettando il suo turno per parlare, questo oratore si presentò e gli disse: “Tu devi essere l’uomo della Bibbia”, cui Chandler rispose: “Non dovremmo essere tutti uomini della Bibbia?”

Pastore, sii un uomo della Parola. Certo, leggi i tuoi Grudem, Packer, Dever, Carson e Keller, ma non permetterti di trascurare la Parola.

Sii tenace nelle tue preghiere

Martin Lutero, il grande riformatore, non era solo interessato a “protestare”. Era un riformatore con una vita di preghiera dinamica e, a quanto pare, gli piacevano i cani. Notate come Lutero mette insieme queste due passioni in questo racconto:

“Quando il cagnolino di Lutero si trovò a tavola, volendo un boccone dal suo padrone, attendeva con la bocca aperta e lo sguardo fisso. Egli [Martin Lutero] disse: ‘Oh, se solo potessi pregare nel modo in cui questo cane osserva la carne! Tutti i suoi pensieri sono concentrati su questo pezzo di carne. Non pensa, non desidera e non spera in nient’altro”.

I pastori devono essere tenaci, risoluti e perseveranti nella preghiera. C’è molta potenza nella preghiera, non perché essa ci permette di attingere alla potenza di qualche forza sconosciuta, impersonale, mistica, ma perché Dio, nostro Padre, ci ama e desidera che noi, i pastori sotto l’autorità del Sommo Pastore, siamo in comunione con lui per mezzo di questo dono della preghiera.

I pastori devono essere tenaci, risoluti e perseveranti nella preghiera.

Le Scritture ci ricordano continuamente che Dio ci ascolta e ci risponde sempre secondo la sua saggezza e la sua volontà perfetta (Giacomo 5:16; 1 Giovanni 5:14-15; Ef. 6:18; 1 Tess. 5:16-18; Rom. 8:26; Salmo 141:2; Matt. 7:7). Pastori, ricercate tenacemente Dio in preghiera.

Sii in comunità

Il ministero pastorale può essere un viaggio solitario, e la fondazione di chiese lo è spesso ancora di più. Ma non dev’essere così. In realtà, non dovrebbe essere così. Se stai fondando e guidando una chiesa e non stai sperimentando la comunione biblica intima che esorti il tuo gregge a ricercare, significa che l’ipocrisia è solo uno dei tanti peccati nei quali sei attivamente coinvolto.

Siamo stati creati all’immagine di Dio e, in Cristo, la nostra relazione e la nostra comunione è stata restaurata e rinnovata sia verticalmente (con Dio) sia orizzontalmente (con i credenti). Come può una chiesa aspettarsi di essere sana se la sua guida spirituale sta vivendo al di fuori del corpo di Cristo?


Won (@WsKrides) è un fondatore di chiese e pastore di seconda generazione, e anche un Coreano-Americano di seconda generazione. E’ il pastore guida della chiesa Maranatha Grace Fort Lee, una chiesa fondata nel 2010 appena fuori New York. E’ sposato con la ragazza dei suoi sogni (Diane) ed è padre di cinque figli (Madelyn Joy, Naomi Ruth, Bethany Hope, Owen Lucas, e Jordan Aeneas).

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Won S. Kwak