Quanto è imminente il ritorno di Gesù? Vivere negli ultimi giorni

Gli “ultimi giorni” sono iniziati con la prima venuta di Gesù (Ebrei 1:2). Dall’ascensione di Gesù fino alla chiusura del canone neotestamentario, gli apostoli hanno creduto che Gesù sarebbe tornato “presto” (Atti 1:10-11; Apocalisse 22:20). Essi vivevano con gli occhi rivolti verso al cielo, e questa loro convinzione si rifletteva nel loro insegnamento ai primi cristiani. Per esempio, Paolo dice:

Ma questo dichiaro, fratelli: che il tempo è ormai abbreviato. . . . Perché la figura di questo mondo passa. (1 Corinzi 7:29, 31)

Ormai sono passati quasi duemila anni da quando Paolo mise urgentemente mano al papiro e scrisse queste parole ispirate dallo Spirito. Ed eccoci qui. Il mondo non è ancora passato; in compenso sono passate un centinaio di generazioni. Un tempo che doveva essere “brevissimo” si è rivelato essere molto più lungo di quanto quasi tutti, tranne il Padre, si aspettassero (Marco 13:32).

Di conseguenza, molti di noi fanno fatica ad avvertire il senso di urgenza di Paolo e a vivere seguendo le sue istruzioni. Come viviamo noi negli ultimi giorni che sono durati così a lungo e che potrebbero durare ancora per altre generazioni? La Bibbia risponde a questa domanda in modo chiaro affinché tutti i cristiani sappiano come vivere negli ultimi giorni senza diventare cinici o apatici. Dobbiamo ricordare alcune verità importanti.

Ricordiamo che viviamo nel tempo di Dio

La prima verità da tenere a mente è che Dio conta il tempo in modo diverso da noi. Mosè scrisse: “Mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch’è passato, come un turno di guardia di notte” (Salmo 90:4). E l’apostolo Pietro dichiarò: “Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno” (2 Pietro 3:8). Sono passati quelli che per Dio sono solo due giorni da quando Gesù è asceso al cielo e Paolo ha scritto le sue epistole.

Più conosciamo le nostre Bibbie e più comprendiamo che il presto del Vegliardo solitamente non è il nostro presto (Daniele 7:9; Apocalisse 22:7). Quello che ai nostri occhi sembra essere un ritardo per Dio non lo è. Nel Nuovo Testamento non c’è niente che lasci supporre che gli ultimi giorni debbano essere meno di quanti sono stati.

Certo, tanti hanno detto e continuano a dire: “Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione” (2 Pietro 3:4). Questo è per noi un puntuale avvertimento che il ritorno di Gesù sembrerà tardare in modo irragionevole— ma egli non è in ritardo.

Ricordiamo che lo Sposo tardava

Gesù stesso ci ha avvertito di questo. Per prima cosa, egli descrisse alcuni segni che devono avverarsi prima del suo ritorno:

  • Il sorgere di falsi profeti che faranno opere potenti e che sedurranno e svieranno molti su una scala sufficientemente vasta da essere approvati dalla chiesa ovunque (Matteo 24:4-5, 11, 24-28);

  • Un numero impressionate di calamità naturali e nazionali (Matteo 24:7-8);

  • Una persecuzione contro i cristiani senza precedenti, nonché la minaccia di un’imminente estinzione della razza umana (Matteo 24:21-22);

  • E che il “vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti” (Matteo 24:14).

Gesù ha detto che non sarebbe ritornato fino a quando queste (e altre) cose non si sarebbero compiute. Per questo motivo egli raccontò la parabola delle dieci vergini. Gesù disse che lo sposo “tardava” a tal punto che le vergini “divennero assonnate” (Matteo 25:5). In altre parole, Gesù voleva che ci aspettassimo che la sua seconda venuta avrebbe richiesto un’attesa superiore al previsto.

E’ importante ricordare che lo Sposo “tarda” a causa del suo ineguagliabile amore per la sua sposa. Ascoltiamo il suo cuore: “Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” (2 Pietro 3:9). Lo Sposo non permetterà che una sola persona che fa parte della sua Sposa sia abbandonata. Il suo è un procrastinare paziente, intenzionale, appassionato.

Ricordiamo che la vita è breve

Se Gesù non ritorna durante le nostre vite, andremo tutti a incontrarlo presto — prima di quanto pensiamo. Per molti di noi questo incontro sarà sorprendente come vederlo improvvisamente venire con le nuvole.

Ascolta questo campionario di come la Bibbia descrive la durata della nostra vita: “Un soffio” (Giobbe 7:7); “qualche palmo” (Salmo 39:5); “erba” che dura un giorno (Salmo 90:5-6); “fumo” (Salmo 102:3); “ombra che passa” (Salmo 144:4); “un vapore che appare per un istante e poi svanisce” (Giacomo 4:14). Non sappiamo se le nostre anime ci saranno ridomandate questa notte (Luca 12:20) o se vivremo fino al prossimo anno (Giacomo 4:13-14).

Se il ritorno di Gesù non ci sembra imminente, la durata della nostra vita è molto breve — sia che arriveremo a venti o novanta anni. In questi ultimi giorni — quelli del mondo o i nostri — dobbiamo pregare spesso che Dio ci insegni a “contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio” (Salmo 90:12). I nostri giorni sono affetti dal male e spesso consumati da “travaglio e vanità” (Salmo 90:10); abbiamo veramente bisogno della saggezza di Dio per dedicare questo breve tempo che ci rimane alle cose che veramente contano (Efesini 5:15-17).

Ricordiamo le foglie del fico

Gesù raccontò un’altra parabola per aiutarci a riconoscere i segni dei tempi.

Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. (Matteo 24:32-33)

Forse non conosciamo il giorno o l’ora del ritorno di Gesù, ma egli ci chiede di osservare i segni che ci ha dato e di discernerli. Egli non vuole che la sua venuta sia uno shock totale per noi. Egli vuole che notiamo il cambiamento delle foglie:

  • Hai notato la proliferazione di falsi profeti influenti (non tutti in ambito religioso)?

  • Hai notato la gravità delle calamità naturali e nazionali negli ultimi 120 anni e la crescita di una “paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo” (Luca 21:25-26)?

  • Hai notato il livello sempre più crescente di ostilità nel mondo nei confronti dei cristiani, nonché la crescente approvazione del genere di depravazione che secondo Paolo avrebbe caratterizzato gli uomini degli ultimi giorni (2 Timoteo 3:1-5)?

  • Hai notato le recenti testimonianze della capacità delle potenze attuali di eliminare umanità?

  • Hai notato l’inaudita e quasi incredibile avanzata del vangelo negli ultimi 290 anni, soprattutto negli ultimi 120 anni? Non c’è nulla di paragonabile alla crescita esplosiva del movimento cristiano dal 1900 nella storia della religione — crescita tanto più sorprendente quando consideriamo la sua diversità etnica, culturale e geografica.

Stai osservando le foglie?

Veglia, prega e viaggia leggero

“Siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà” (Matteo 24:44). Gesù intendeva che il suo ritorno apparisse potenzialmente imminente in ciascuna generazione, aiutando al tempo stesso ogni generazione ad aspettarsi un suo potenziale ritardo.

Gesù ritornerà quando i giorni di Dio saranno finiti, quando i segni si saranno avverati, quando la sua sposa sarà pronta, e quando i rami del fico mettono le foglie in estate. Non ci vorrà molto tempo prima che il “presto” di Dio arriverà inaspettatamente presto per noi. Ma anche se dovessimo morire prima di incontrare il Signore nell’aria (1 Tessalonicesi 4:17), lo incontreremo presto.

Vivere negli ultimi giorni ora non è poi tanto diverso da come lo era per la prima generazione di cristiani. Ci teniamo pronti allo stesso modo in cui loro dovevano essere pronti:

  • Osserviamo i segni.

  • Preghiamo affinché il Signore mandi operai nella sua mèsse (Luca 10:2) e diciamo con Isaia: “Eccomi! Manda me” (Isaia 6:8) — e preghiamo per il ritorno del Signore (Apocalisse 22:20).

  • Ci consoliamo gli uni gli altri con la speranza della risurrezione e del ritorno del Signore (1 Tessalonicesi 4:13-18).

  • Viaggiamo leggeri. In questo mondo siamo stranieri e pellegrini. Non dobbiamo caricarci d’inutili bagagli e farci tesori sulla terra perché la nostra vera patria e il nostro vero Tesoro sono in cielo (Matteo 6:19-20). Ed è lì che vogliamo che i nostri cuori siano (Matteo 6:21).

Quattromila anni fa, i nostri antenati nella fede iniziarono a vivere come “forestieri e pellegrini sulla terra” (Ebrei 11:13). Questo era duemila anni prima che Gesù venisse e inaugurasse gli ultimi giorni. Noi che viviamo duemila anni dopo la sua venuta non siamo meno stranieri e pellegrini di loro, perché anche noi “desideriamo una patria migliore, cioè quella celeste” (Ebrei 11:16). E presto saremo là, più presto di quanto possiamo pensare.


Jon Bloom (@Bloom_Jon) è autore, Presidente del consiglio di amministrazione e co-fondatore di Desiring God. Ha scritto tre libri: Non per visione (ADI-Media, 2018), Realtà che non si vedono (ADI-Media, 2018) e Don’t Follow Your Heart. Vive con la moglie e i loro cinque figli nelle Twin Cities (Minneapolis-Saint Paul).

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