Oh Vita !

Viaggio spesso in aereo. Alcune compagnie low-cost ti consentono di portare una sola valigia a bordo: il famoso trolley. Dimensioni definite, peso pure. Tendo a vederlo come qualcosa di fastidioso, e così è. Per contro mi obbliga a pensare con attenzione a cosa porto con me. E a pesarlo attentamente. Deve essere solo l’essenziale, l’occorrente, lo stretto necessario.

Sarà l’età, ma sempre di più mi chiedo cosa vale davvero? Cosa conta? Come vivere bene? E sono giunto alla conclusione che serve identificare cosa mettere nel trolley per  il viaggio (l’anno!) che mi sta davanti. 

Elia era in viaggio. Anzi, era una fuga. In 1 Re 18 leggiamo di una grande vittoria in cui i profeti degli dei pagani (850 in numero, 1 Re 18:19) sono stati sconfitti e Dio è emerso vittorioso (18:38-19). Elia, uomo di Dio, era rimasto risoluto, aveva sfidato il male e Dio lo aveva sostenuto. Appena dopo, però, Elia viene minacciato dalla regina Izebel che lo vuole morto (19:2). E Elia, all'ombra di una grande vittoria si da' ad una grande fuga, inoltrandosi nel deserto, angosciato, perplesso su come affrontare il viaggio su dove andare. Altrochè coraggio per affrontare il viaggio, Elia voleva morire (19:4). 

E lì, nel deserto, piccolo episodio, ma molto significativo. Dio lo raggiunge, manda il Suo messaggero che provvede a Elia le risorse necessarie per affrontare il viaggio (19:5-8). Gli viene dato riposo, cibo e direzione. Fortificato, energizzato, Elia riprende il cammino, in viaggio non più verso il deserto, ma verso Oreb, il monte di Dio. E ce la fa dopo 40 giorni di cammino.

Forse per te, come per me, gli ultimi 12 mesi sono stati complicati. Molto. Per affrontare i prossimi 12, o perfino domani stesso, hai bisogno di identificare l’essenziale, l’occorrente - e solo quello. Ti voglio suggerire che anche tu hai bisogno di riposo, cibo e direzione.

 

A. RIPOSO - Stremato dal viaggio ma anche dall’esperienza estenuante di sperimentare sensazioni così estreme - prima un mega-successo e poi una paura da morire - Elia ha dormito (19:5). E dopo aver mangiato ha dormito ancora. Era un riposo essenziale, energizzante che lo ha rinvigorito dando l’essenziale per affrontare il viaggio davanti a sé. 

Vedendo le persone Gesù li vedeva com’erano davvero - stanche, sfinite come pecore senza un pastore e ne ebbe compassione (Mt.9:36). Erano quelle le persone che invitava a se. Quelli stanchi e travagliati come Elia nel deserto. E Gesù si è presentato come colui che dà riposo (Mt.11:28). Colui che dà ed è il vero riposo. 

Per vivere bene il momento che verrà bisogna avere l’essenziale - il riposo. Cristo solo. Il vangelo che mi accompagna nell’anno che viene è la risorsa per affrontare la stanchezza, lo sfinimento, il sonno, l’inabilità di camminare. 

B. CIBO. L’angelo del Signore ha provveduto ‘...una focaccia cotta su pietre calde, e una brocca d'acqua’ (1 Re 19:6). Per noi occidentali, consumisti commercializzati, potrà anche sembrare poco appetibile come dieta. Fin troppo essenziale. Eppure era proprio quello, e solo quello, di cui il profeta aveva bisogno. Per affrontare il viaggio e trovare la forza, l’energia, molti pensano che bisogna cercare nel divertimento, nella carriera, nelle amicizie, nei sogni. Eppure rimane la fame, la frustrazione di aver ‘mangiato’ eppure insoddisfatti. Per noi, possibilmente, il ‘cibo’ che noi crediamo essere essenziale è il successo, l’identità definita da chissà quali trionfi, anche nel ministero. E’ interessante che incontrando una donna accanto ad un pozzo, Gesù le ha offerto acqua viva (Gv.4). Ha offerto se stesso. E di lì a poco si è presentato come il pane della vita. 

Per vivere bene il momento che verrà bisogna avere l’essenziale, il pane e l’acqua , il vero cibo . Cristo solo. Il vangelo che mi accompagna nell’anno che viene è la risorsa per affrontare deserti, successi, incertezze, fallimenti, paure, gioie. 

C. DIREZIONE. Elia era fuggito da Izebel. Si era diretto nel deserto. Cattiva scelta per uno stanco ed affamato. Poca sorpresa che trovandosi ’...nel mezzo del cammin della vita...’ Elia si sia trovato in un luogo oscuro e non ce la faceva più. Rifocillato, cibato, riposato, ad Elia venne data una direzione chiara: il monte di Dio. Oreb. Quando Gesù si presentò come la via, invitò senza esitazione le persone a rinunziare a se stessi, e prendere (quotidianamente) la propria croce e seguirLo. Gesù si è rivelato essere la direzione da seguire, da perseguire. 'Venite a me’ era, e rimane, l’invito caloroso del Messia, il Signore.

Per vivere bene il momento che verrà bisogna avere una chiara direzione - seguire Gesù, camminare dietro a lui , la vera direzione . Cristo solo. Il vangelo che mi accompagna nell’anno che viene è la direzione che serve e che ridimensiona e ridefinisce altre traiettorie che forse sembrano buone ma non lo sono. 

 

Che gioia e che sollievo sapere che c’è riposo, cibo e direzione. Che gioia e che sollievo sapere che c’è Gesù. Questa sì che è buona notizia e mi permette di viaggiare bene, celebrando la vita ‘…per tuffarmi da uno scoglio dentro l’esistenza…’ (Jovanotti) del momento che verrà. 

 

Buon 2018! 

JD

(JD Gilmore è Direttore Nazionale di Impatto Italia, Acts 29 in Italia.)