Le tenebre puntano verso la luce

Il vangelo al centro. Ecco cosa Impatto Italia sottolinea nella visione di lavorare per vedere chiese sane che fondano chiese. In quale modo il vangelo definisce e ridefinisce la vita? Quanto segue è una risposta ad una tragedia. Recentemente, infatti, uno studente dell'Università di Salerno si è tolto la vita. Si tratta del secondo suicidio dell'anno per l'Università. In seguito a ciò è stato chiesto al Pastore Justin Valiquette della chiesa Nuova Vita Salerno, parte di Impatto, di condividere un messaggio di speranza con tutti i ragazzi coinvolti nella tragedia. Ecco cos'ha condiviso:  

 

"La morte è il più grande nemico dell'uomo. Un male da cui non possiamo sfuggire. E’ un'occasione per fermarsi, riflettere, piangere e pregare. Davanti ad essa abbiamo bisogno di essere aiutati, guariti da una ferita profonda, ma soprattutto serve speranza vera.

Anche la vita, con tutta la sua bellezza e aspetti meravigliosi, è sovente piena di dolore, tristezza e perdita. Nessuno di noi vuole sperimentare queste cose. Facciamo tutto il possibile per evitarle e spesso, quando il peso di tutto questo è troppo da sopportare, rimaniamo visibilmente schiacciati, senza via di scampo. Tuttavia, anche se strano a dirsi, provare tristezza davanti al dolore e alla sofferenza nel mondo è esattamente come dovreste sentirvi. L'oscurità che vi circonda è reale. Questo mondo caduto e rovinato è doloroso. Non possiamo evitare il dolore o la morte. E sono elementi che sono parte della vita che viviamo tutti.

In effetti, il mondo non è come dovrebbe essere. Quando Dio creò il mondo, leggiamo in Genesi 1 che il mondo era buono. L'uomo e la donna vivevano in perfetta armonia con il loro Creatore, godendo della pienezza e della bellezza della Sua creazione senza alcun dolore, senza sofferenza, senza la morte.

Il mondo che conosciamo ora, con tutto il suo dolore, le sue lacrime e le sue perdite, non è il mondo che Dio aveva creato. È un mondo che abbiamo corrotto attraverso ciò che la Bibbia chiama: peccato, che altro non è che il nostro rifiuto di vivere secondo il volere e gli scopi del nostro Creatore. A causa del nostro peccato noi soffriamo nelle nostre relazioni, laddove lavoriamo e studiamo. Persino i nostri corpi soffrono. Il mondo buono che Dio ha creato è stato rovinato. Di conseguenza il nostro profondo desiderio è che le cose tornino ad essere com’erano una volta.

Voglio dirvi però, che il dolore che sentiamo non sopraggiunge per schiacciarci. Ha, invece, lo scopo di indicarci l'unico posto in cui si possa trovare la speranza. L'oscurità serve a puntarci verso la luce. Questo è lo scopo ultimo dell'intera storia della Bibbia e cioè che attraverso Gesù, Dio sta ristabilendo tutto ciò che il peccato ha rovinato. Paolo scrive nella Lettera ai Colossesi al capitolo 1:

“Poiché al Padre piacque di far abitare in lui (Cristo) tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce.”

Dio promette che attraverso Suo figlio, alla fine, Egli ripristinerà il nostro mondo distrutto. Porterà pace dove c'è il caos. Luce dove c'è oscurità. Gesù non è venuto semplicemente per essere un buon esempio ma per salvarci e darci speranza.

Pensate ai 3 anni di vita di Gesù sulla terra. Guarì i malati, risuscitò i morti, scacciò il male, ripristinò le relazioni. Eppure queste cose erano solo un assaggio di ciò che verrà in futuro. Era un'anteprima di ciò che alla fine Lui realizzerà, quello di cui parla l'apostolo Giovanni,

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 21:4)

E' venuto per guarire il nostro dolore, per donarci speranza.

La storia di redenzione della Bibbia è ciò che può darci speranza in tutto il nostro dolore. La storia che ci promette che il nostro dolore, e persino la nostra morte, non sono l'ultima parola.

Quindi, mentre piangiamo la perdita di un compagno di studi, e forse per alcuni di voi un amico, non lasciate che l'oscurità di questo momento abbia l'ultima parola.

Il Salmista ci dice che "La luce spunta nelle tenebre" per coloro che hanno fiducia in lui.

Dio ci invita ogni giorno ad abbracciare la tristezza del nostro mondo spezzato, ma a non essere sopraffatti da essa. Non permettete che l'oscurità abbia l'ultima parola. 

Lasciate che le tenebre possano puntarvi verso la luce. 

Chiudo con le parole scritte dall'apostolo Paolo, un uomo che non era estraneo al dolore e alla sofferenza di questo mondo,

“...perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre» è quello che risplende nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di {Gesù} Cristo.”