Il tuo “tempo libero” non è libero

A tutti piace il tempo libero, ossia il tempo che ci rimane dopo aver lavorato e aver fatto le cose che dovevamo fare (dormire, lavarci, fare la lavatrice, prenderci cura dei figli).

Il “tempo libero” è quando finalmente possiamo fare ciò che vogliamo. Nessuno ci dice cosa fare, nessuno chiede la nostra attenzione. Possiamo dedicarci con gioia alle cose che ci piace fare, o possiamo mettere da parte lo svago e continuare a lavorare per ottenere ciò che desideriamo. Qualunque cosa decidiamo di fare, siamo noi a decidere.

Ci sentiamo liberi.

Tre problemi con il “tempo libero”

Se questa è la concezione di svago della nostra cultura, la domanda per noi è: può un cristiano pensare in questi termini? Il teologo J. I. Packer individua tre problemi con l’uso moderno del tempo libero. Il primo è l’idolatria. Alcune persone adorano il loro lavoro, altre invece adorano le loro attività ricreative, che siano vacanze, sport, hobby, musica, giardinaggio o lettura. Invece di servire il Creatore, le persone usano il loro tempo libero per servire e adorare la creazione (Rom. 1:25).

Il secondo problema è l’edonismo, dove la ricerca del piacere diventa lo scopo supremo della vita. Molti cristiani non mettono in discussione il presupposto secondo cui il tempo libero è destinato esclusivamente al piacere. Packer scrive: “Oggi l’amore per il lusso e il richiamo del piacere si avvertono molto di più che in qualunque altra epoca della Cristianità  . . . La ricerca del piacere (intellettuale, sensuale, estetico, gastronomico, alcolico, narcisistico) è un aspetto della . . . decadenza dell’occidente”.

Il terzo è l’utilitarismo, dove il tempo libero è apprezzato solo perché ci rende più produttivi. Secondo questa visione, lo scopo dello svago è di “ri-creare” una persona per renderla più produttiva nel lavoro. I cristiani adottano questa posizione quando sono talmente ossessionati dall’etica del lavoro da diventare maniaci del lavoro. Trascurano l’insegnamento biblico secondo cui Dio “ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo” (1 Tim. 6:17).  Il tempo libero è necessario per questo godimento e, come tale, riveste un valore intrinseco a prescindere dal suo impatto sul nostro lavoro.

L’utilitarismo è probabilmente il problema legato al tempo libero più diffuso tra i cristiani. La tradizione protestante ha promosso una forte etica del lavoro, portando i cristiani evangelici ad attribuire più importanza al lavoro che allo svago e all’attività che al riposo. Packer scrive: “I cristiani di oggi tendono a fare dell’operosità la loro religione. Ammiriamo e imitiamo, e così diventiamo degli stacanovisti cristiani, supponendo che i credenti più attivi siano sempre i migliori”.

Per molti è difficile rilassarsi, e anzi si vantano di essere indaffarati e pieni di lavoro. Come Karl Johnson ha recentemente documentato, la nostra società è afflitta dall’impoverimento del tempo, dallo stress legato al tempo, dal ritmo frenetico della vita, dal superlavoro, dall’idolatria del lavoro e dal consumo eccessivo.

Redimere il tempo (libero)

Anche se le concezioni di tempo libero della nostra società non portano al vero riposo, alla salute o alla prosperità, spesso i cristiani le accettano. Per godere al meglio il nostro tempo libero dobbiamo allora capire il regno di Dio sul tempo libero e i suoi scopi per esso.

Primo, i cristiani devono riconoscere che tutto il loro tempo è sotto la Signoria di Cristo, che lavorino o che si svaghino. Dio non si prende cura solo del nostro lavoro; egli si prende cura anche del nostro tempo. Siamo responsabili davanti a Dio anche di come usiamo il nostro tempo libero. Non abbiamo il permesso di fare tutto quello che vogliamo.

Dio non si prende cura solo del nostro lavoro; egli si prende cura anche del nostro tempo.

Secondo, spesso pensiamo al tempo libero come se fosse un concetto quantitativo. Facciamo il conto delle ore di libertà che ci restano prima che finisca il weekend. La Scrittura ci insegna ad avere un ritmo di vita fatto di periodi di lavoro e periodi di riposo. Più volte il Vecchio Testamento ci dice di non lavorare durante il Sabato. Ma la Bibbia non si preoccupa solo di distribuire i giorni di riposo. Il nostro tempo libero dovrebbe avere anche precise dimensioni qualitative. Quando riposiamo, dovremmo celebrare Dio e il suo dono della creazione (Esodo 20:8–11). Dovremmo meditare sulla redenzione che egli ha compiuto per noi. Il nostro riposo dovrebbe portarci più vicino a Dio.

Per applicare queste verità in modo pratico alla tua vita, devi sapere come usi il tuo tempo. La maggior parte degli americani ha convinzioni errate sul loro uso del tempo settimanale. Forse puoi annotare su un diario come usi il tuo tempo in una settimana e classificare le tue attività per (1) esistenza, (2) lavoro, e (3) tempo libero. Se la tua vita è dominata dall’esistenza e dal lavoro, creati più opportunità di svago. Fai in modo di avere a disposizione ampie fasce orarie da dedicare al tempo libero. Il nostro tempo è sempre più frammentato, ma periodi di tempo più estesi sono più utili per rilassarsi e rallentare. Un Sabato settimanale consente di avere una buona fetta di tempo, e puoi anche seguire dei mini-Sabati durante la settimana.

Inoltre, può essere utile acquisire familiarità con quei brani biblici che andranno a formare il tuo concetto di tempo libero. Come detto prima, il Sabato ci insegna ad adottare un ritmo di vita che include periodi di lavoro e di non lavoro. Sia il Sabato sia il concetto biblico di riposo (Genesi 2:2; Deut. 12:9–10; Salmo 95:11; Ebrei 4:9–11; Matteo 11:28–30) implicano una dimensione qualitativa del tempo libero caratterizzata da un atteggiamento di riposo, pace, gioia, libertà e dalla celebrazione di Dio e della sua creazione. Anche i brani biblici su festività (Deut. 16), feste (Gen. 21:8), danza e musica (Salmo 149:3), ospitalità (Giovanni 12:1–8) e amicizia (Luca 7:34) ci danno istruzioni su come le attività ricreative possono riempire il nostro tempo libero.

Infine, l’Ecclesiaste ci insegna che il vero riposo non include né il superlavoro (Eccl. 4:4–12) né l’edonismo (Eccl. 2:1–11), ma il godimento della vita nella creazione, che è un dono di Dio.

Quando godiamo il nostro tempo libero nel Signore, siamo veramente liberi.


Paul Heintzman (laureato all’Università di Waterloo) è professore associato di ricerca sul tempo libero all’Università di Ottawa. E’ autore di Leisure and Spirituality: Biblical, Historical and Contemporary Perspectives e coautore di Christianity and Leisure: Issues in a Pluralistic Society

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