Fondazione di chiese: 3 passi chiave

Come vi diranno i fondatori di chiese onesti e competenti, c’è un sacco di lavoro da fare per fondare una chiesa. 

“Tre passi” in qualsiasi titolo sono solo la punta dell’iceberg di tutta la preghiera, la pianificazione, la mobilitazione di persone e di fondi, e del resto della preparazione necessaria nei mesi (o anni) precedenti l’avvio di una nuova chiesa. Ma per quello che riguarda la visione per la tua chiesa, ci sono tre passi distinti e vitali da compiere, prima di rendere nota la data di nascita della tua chiesa e organizzare una grande festa di inaugurazione (o una più semplice prima riunione domenicale). Saltare o fare uno di questi passi troppo in fretta può essere pericoloso.

Primo passo: Elaborare la visione

“Molto probabilmente la tua chiesa si incontrerà la domenica, giusto?” ho chiesto di recente a un fondatore. “Ovvio”, si schernì. “E perché?” domandai. Mi guardò stralunato. “Beh, … perché? Non è così che si fa nelle chiese?” balbettò infine. Questo scambio di battute mette in luce un elemento spesso mancante nella fondazione di chiese: dobbiamo trovare il tempo per elaborare la visione per la nostra chiesa e per le componenti della sua missione e del suo ministero.

Qual è lo scopo delle nostre riunioni domenicali? Qual è, settimana dopo settimana, il loro contenuto che ci aiuta a realizzare quello scopo? Perché ci dedicheremo ai bambini e agli adolescenti nei modi specifici che intendiamo adottare? In che modo cose come queste influenzano i nostri campi di missione, la nostra gente, e la nostra visione complessiva per le nostre chiese? Riflettere su questo tipo di domande, per ogni aspetto della nostra chiesa, della nostra missione e del nostro ministero, ci aiuta a creare la cultura necessaria a sostenere le visioni che sogniamo.

PERICOLO: Se salti il passo di elaborare la tua visione, perderai una parte essenziale di ciò che Dio ha in serbo per te e per la chiesa che egli sta edificando per mezzo di te. Da un lato, se fai le cose solo perché ti sono familiari o “perché è così che si fa nelle chiese” non capirai la funzione che c’è dietro alla forma. Dall’altro, se l’idea che hai della tua chiesa resta soltanto un concetto vago e nebuloso nella tua mente, avrai difficoltà quando dovrai passare al secondo passo. Non avrai una visione chiara e convincente da presentare alle persone in modo che esse la sposino.

Secondo passo: Descrivere la visione

I fondatori di chiese sono una manica di entusiasti. Ed è giusto che sia così; la nostra chiesa avrebbe grosse difficoltà a mandare un fondatore che non sia entusiasta della chiamata di Dio per la sua vita e per la chiesa che desidera fondare! Due delle migliori parole che mi sono state rivolte mentre stavamo fondando “The City Church” furono però “vacci piano”. Quelle parole si sono rivelate utili in innumerevoli situazioni, ma per quanto riguarda la visione il loro significato era: “prenditi qualche mese per descrivere la tua visione, prima di partire con un nucleo di base, per permettere al maggior numero possibile di persone di capire quello che Dio sta facendo”.

Descrivere la visione è il passo dove si gettano le reti al largo, e si prega che Dio conceda una pesca abbondante. Le nostre reti sono siti internet pieni di informazioni sulla visione e sugli scopi della nostra chiesa; sono serate di preghiera e cene di visione, nelle quali descriviamo agli altri i nostri sogni. Le nostre reti sono chiedere ai nostri amici di portare i loro amici, e conoscere così chiunque potrebbe mostrare interesse a salire a bordo con noi. Salpiamo le reti seguendo individualmente chiunque mostri anche il minimo interesse; rispondiamo alle domande, descriviamo le cose che saranno diverse da come loro potrebbero immaginarsi se dovessero unirsi a noi —anche le cose difficili— e chiariamo la visione. Ma NON chiediamo alle persone di firmare la loro adesione formale. Quello viene dopo; descrivere la visione è un passo che va fatto con poca pressione, su larga scala ma senza andare troppo a fondo, che serve a gettare la rete della visione della tua chiesa in via di fondazione.

PERICOLO: Se salti il passo di descrivere la visione, spesso succede una di queste due cose; in entrambe si privano i potenziali collaboratori della possibilità di pregare e di elaborare la cosa con te. Primo, se fai girare degli impegni formali da sottoscrivere dopo aver incontrato persone per la prima volta, noterai un’alta percentuale di “entusiasti della prima volta”, quelli che fanno fuoco e fiamme all’inizio, ma che si spengono presto. Si entusiasmano velocemente, e sono i primi a “buttarsi dentro”. Ma dopo averci pensato o aver sperimentato la cosa, spesso sono anche i primi a tirarsi indietro. Secondo, alcune persone potrebbero sentirsi in obbligo di firmare in quella serata, e se non sono pronti e non vogliono deluderti, potrebbe subentrare un inutile senso di colpa. Invece di dare seguito al primo contatto facendo domande, partecipando a eventi futuri, ecc., alcuni dei tuoi migliori potenziali collaboratori semplicemente scompaiono, solo perché non hanno avuto il tempo di pregare e di elaborare la cosa. Nessuno conosce la chiesa che esiste nella tua mente meglio di te. Nessuno ci ha riflettuto così a lungo, così intensamente e così profondamente come te. Descrivere la visione in modo da richiedere poco impegno iniziale fornisce agli altri l’opportunità di portarsi al passo con la visione, prima che tu chieda loro un impegno maggiore. 

Terzo passo: Dai forma alla visione

Fort Worth sta realizzando un importante progetto per riqualificare il centro cittadino. Uno dei primi passi di questo progetto è stata la costruzione di un modellino in scala del nuovo progetto e dei nuovi edifici che sarebbero stati costruiti intorno al centro cittadino. Per realizzarlo furono spese migliaia di dollari, e alcune delle persone coinvolte nel progetto si sentirono frustrate per lo “spreco” di tempo e di denaro. Quando però, grazie al modello, fu scoperto un errore di calcolo nel deflusso delle acque piovane, fu possibile rimediarvi prima che iniziassero i lavori di costruzione, facendo così risparmiare molte altre migliaia di dollari, oltre a evitare demolizioni e molto imbarazzo. Il modello non solo consentì agli ingegneri di risolvere il problema; ora che fa bella mostra di sé in una finestra panoramica nel centro della città, permette anche alla gente di vedere esattamente come sarà il centro quando la riqualificazione sarà ultimata.

La stessa cosa vale per il “nucleo di base” o “squadra di lancio” delle nostre chiese: tra il descrivere la visione e avviare la chiesa, il terzo passo ci permette di mostrare la visione che abbiamo già descritto quando abbiamo chiesto alle persone di valutare se impegnarsi in essa. Come si usa dire, “un’immagine vale più di mille parole”. Il terzo passo mostra alle persone l’immagine della chiesa che abbiamo in mente. Se immaginiamo culti domenicali con una liturgia tradizionale e grandi ministeri per i bambini con lezioni all’ora di pranzo la maggior parte delle settimane, modella questo prima di iniziare. Se la chiesa avrà al centro le comunità missionarie, modella questo prima di cominciare. Se darà importanza alla leadership condivisa, non guidare ogni cosa prima di iniziare; permetti a chi sta valutando l’ipotesi di fondare con te di conoscere gli altri leader. Se la missione farà parte della dieta normale della chiesa, non fare di tutti gli “eventi in anteprima” degli incontri di adorazione; andate insieme in missione per servire. Questo terzo passo (una fase nella fondazione del “nucleo di base/ nucleo di partenza”) aiuta le persone a vedere la nostra visione in azione. Permette loro di passare dal sentire parlare di qualcosa a viverla concretamente.

Sì, ci saranno problemi durante il terzo passo. No, non siamo legati al 100% del nostro modello, per il resto della vita della nostra chiesa. Questo passo comporta prove ed errori, spiegare (ancora una volta!) perché facciamo queste le cose, riconoscendo il disordine nella fondazione di chiese (che in se stesso mostra la realtà imminente!), e ascoltare commenti sia positivi sia negativi. E’ mia opinione personale, però, che solo quando avremo dato forma a quanta più vita possibile della nostra chiesa per le persone, potremo chiedere loro di impegnarsi in quella chiesa. Altrimenti, come possono sapere per che cosa stanno mettendo la loro firma? Solo allora, dopo un certo numero di mesi di immersione nella realtà in arrivo, e mentre si avvicina la tua “data di partenza”, potrai tirare le somme a chiedere agli altri di decidere (“entro questa data”) se faranno parte della nostra chiesa in via di fondazione o no.

PERICOLO: Saltare il terzo passo, o attuarlo in modo inadeguato, è pericoloso su almeno tre livelli. Primo, può apparire come uno specchietto per le allodole alle persone che stanno valutando se unirsi a te. Se, prima di fondare, mostri ai potenziali collaboratori qualcosa di completamente difforme da come sarà effettivamente la tua chiesa, li hai ingannati. Inoltre, se non modelli la vita della tua chiesa, perdi un’occasione per vedere manifestarsi passioni e talenti in potenziali leader che potrebbero affiancarti per guidare aree del ministero della tua chiesa. Infine, molti che abbandonano le chiese in via di fondazione nei primi tempi, lo fanno perché non hanno mai avuto quest’opportunità. Senza aver visto prima un modello, non hanno mai avuto l’opportunità di tirarsi indietro prima che la chiesa fosse inaugurata. Soltanto dopo l’avvio della chiesa hanno capito come vive la chiesa, così adesso sono stati etichettati come quelli che “hanno lasciato la tua chiesa”. Per il bene dei primi tempi della tua giovane e fragile chiesa, è meglio dare alla gente una “via d’uscita” prima di iniziare, che perderli nei primi tempi della chiesa. Puoi fare questo solo se metti in pratica la tua visione prima dell’inaugurazione.

3… 2… 1… Decollo

Con una visione premurosamente elaborata, descritta in modo convincente e accuratamente modellata, avrai fornito numerose opportunità a quelli che sono disposti a valutare l’eventualità di fondare una chiesa con te di ascoltare, di conoscere e (specialmente) di vivere la visione alla chiesa della quale stanno pensando di fare parte.

Può Dio agire senza questi tre passi? Assolutamente. Ogni speranza è perduta se qualcosa va storto? Probabilmente no. Ma la saggezza comune ci impone di esaminare come funziona la mente di molte persone. La tua chiesa in via di fondazione ha bisogno di vivere sull’onda dell’entusiasmo, ma in un certo senso, con ogni probabilità dovrebbe “andarci piano”.

Comunicare tre passi distinti, e fare bene ciascuno di essi, offre alle persone la migliore occasione possibile non solo di ascoltare e conoscere la tua visione ma, ancora meglio, di impossessarsene, di entrarci dentro, di viverla insieme a te e di descriverla ad altri. Dopotutto, se la tua chiesa in via di fondazione è destinata a “funzionare”, la visione che ha inizio nella tua mente deve trasferirsi a molti altri: non puoi essere l’unico a capire quello che stai cercando di fare.


Ben Connelly, sua moglie Jess, e i loro figli Charlotte, Maggie e Travis vivono a Fort Worth (Texas, USA). Ha fondato e guida congiuntamente The City Church, che fa parte del network Acts29 e delle chiese Soma. Ben dirige anche la fondazione di chiese nel Nord America per le chiese Soma, ha insegnato all’università, e ha pubblicato alcuni libri. Si è laureato all’Università di Baylor e al Dallas Theological Seminary, scrive per diverse pubblicazioni, forma persone nella nazione e occasionalmente cura un blog (benconnelly.net). 

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