Europei diversi uniti da un bisogno comune

I Paesi nordici e i Balcani non potrebbero essere più distanti. Essi rappresentano i poli opposti dell’Europa. In Inverno, la città scandinava di Tromsø diventa buia e gelida, mentre la città balcanica di Atene, 8.000 chilometri più a sud, è uno dei luoghi più assolati del pianeta.

Anche il panorama sociale delle due regioni è diverso. Secondo alcuni sondaggi recenti, cinque Paesi nordici (Finlandia, Danimarca, Islanda, Norvegia e Svezia) occupano le prime sette posizioni della classifica dei Paesi più felici del mondo, mentre nei Balcani le persone tendono a sentirsi inquiete e insoddisfatte, desiderose di cercare fortuna nei Paesi benestanti del nord.

Ma c’è un punto in comune, ovvero il numero molto basso, in entrambe le regioni, di cristiani fedeli alla Bibbia. Questa triste statistica ha i suoi motivi.

Secolarismo e guerra

Nel secolo scorso, la regione scandinava è stata travolta dal secolarismo e i Balcani sono stati tormentati dalla guerra. Agli occhi degli abitanti di entrambe le regioni, l’evangelo di Gesù Cristo è diventato irrilevante. In alcune parti della Bosnia-Erzegovina, per esempio, i veri seguaci di Gesù rappresentano meno dello 0,10 per cento della popolazione, rendendolo uno dei luoghi meno influenzati dal Vangelo di Cristo nel mondo.

Questo dato angosciante ci dice che in almeno due settori d’Europa (il continente che ci ha benedetti con la grande Riforma) una grande fetta di umanità è impreparata per l’eternità.

Ma se diamo uno sguardo più da vicino, vediamo qualcos’altro —qualcosa di drammatico, qualcosa di rivoluzionario, qualcosa di impossibile da credere se non fosse effettivamente vero. Sia nei Paesi nordici che nei Balcani, un numero sempre più grande di persone sta rispondendo alla buona notizia di Cristo. Malgrado lo scetticismo al nord e il desiderio di avanzare nella scala sociale al sud, ci sono persone che stanno affidando le loro vite a Gesù.

Cosa ancora più straordinaria, molti di questi nuovi credenti sono giovani adulti. Alcuni frequentano l’università, altri invece stanno iniziando la carriera professionale, ma tutti si stanno lanciando con passione, con coraggio e senza riserve, nell’opera di Cristo nel mondo.

Gli incontri di TGC 

Questa entusiasmante realtà è emersa in modo piuttosto chiaro a due recenti incontri regionali, quando The Gospel Coalition ha ospitato le sue prime conferenze sia nei Paesi nordici (Copenhagen, Danimarca) sia nei Balcani del nord (Osijek, Croazia). Ogni conferenza si è concentrata sul Vangelo di Cristo, che cos’è, come agisce e perché è importante. In ogni conferenza includeva la predicazione espositiva, con la quale gli oratori analizzavano e spiegavano il testo biblico. Ogni conferenza è stata organizzata e realizzata prevalentemente da leader indigeni.

Erano presenti persone provenienti da tutti e sei i Paesi nordici e da sei nazioni dell’Europa sud-orientale, tra cui molti giovani. Insieme, abbiamo fatto una scoperta elettrizzante. Quando cristiani provenienti dagli avamposti di un vasto continente, dove si sentono isolati in paesi e città spiritualmente aridi, si riuniscono per adorare, i loro canti raggiungono vette soprannaturali, come se fossero cantati da voci di angeli.

Un giovane proveniente dalla Bosnia ed Erzegovina, convertitosi di recente a Cristo da un’altra religione, ha detto che cantare le lodi a Dio con altri cristiani è stata una gioia che non aveva mai sperimentato prima. “Non posso dirvi quanto è stato commovente essere parte di un grande gruppo di credenti per quattro giorni. Una volta tornato al mio lavoro di consulente informatico, mi sono ritrovato a piangere a tratti, senza sapere perché. Penso sia stato il ricordo ancora vivo di essermi ritrovato con tanti altri credenti a lodare un Dio misericordioso e suo Figlio Gesù Cristo”.

Ci siamo riuniti, in una coalizione, uniti in Cristo, per pregare per le nostre regioni e per ritornare alle nostre chiese con un nuovo scopo e un rinnovato vigore. Abbiamo visto attraverso le lenti della Scrittura come il Signore può operare potentemente attraverso un popolo in modo comunitario, e abbiamo scoperto che possiamo fare di più per il Vangelo di Cristo insieme di quanto possiamo fare separati.

Dopo la conferenza, un pastore svedese si è espresso così: “Sono assolutamente convinto che sia giunto il momento per una vera collaborazione nei Paesi nordici! Dio sta operando. Persone che hanno a cuore il Vangelo si stanno mettendo in contatto. Il potenziale è enorme. La mia preghiera e il mio desiderio è per una collaborazione stretta e intensa tra i Paesi nordici nella quale cerchiamo insieme la gloria del Signore Gesù edificando la chiesa e raggiungendo i perduti. Grazie infinite a voi di The Gospel Coalition per il vostro impegno in quest’opera”.

Unità per il ministero futuro

Nel giro di due settimane, 25 pastori dei Paesi nordici si sono incontrati su Zoom per pregare e chiedere al Signore come poter fare ulteriori progressi per la sua gloria. Essi intendono incontrarsi ad Oslo (Norvegia) nel mese di febbraio per programmare, con l’aiuto del Signore, i prossimi passi concreti per il futuro.

Allo stesso modo, in Europa sudorientale, pastori croati, serbi e albanesi stanno già programmando future riunioni nelle quali approfondire la buona notizia di Gesù Cristo e riflettere su come diffondere la speranza del Vangelo alle persone spiritualmente bisognose della loro regione.

In sintesi, il cristianesimo in Europa non è una religione geriatrica che sta scomparendo. Anzi, sta attingendo nuova vita da un numero crescente di giovani adulti che sono pronti a sacrificarsi per l’avanzamento del Vangelo di Cristo nel loro continente.

È vero, per molti aspetti i Paesi nordici e i Balcani sono ai poli opposti, ma condividono un bisogno comune. Scrivendo brevemente dopo la conferenza tenutasi a Copenhagen, un altro giovane pastore svedese ha affermato: “Ci sono molte cose importanti, ma solo una cosa sulla quale le nostre vite possono reggersi: Gesù Cristo e lui crocifisso” (1 Corinzi 2:2).


Tim Savage (ThM, Dallas Theological Seminary; PhD, University of Cambridge) è coordinatore per l’Europa di The Gospel Coalition e uno dei membri fondatori di TGC. Ha servito come pastore in Texas, Inghilterra e Arizona, e ha scritto diversi libri, tra cui il più recente Discovering the Good Life: The Surprising Riches Available in Christ. Lui e sua moglie, Lesli, vivono in Europa e hanno due figli e una nuora.

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