Cinque miti sulla Trinità

Mito n°1: E’ solo per gli esperti di teologia.

La dottrina della Trinità è per chiunque è stato salvato da Gesù. O, per dirlo in modo un po’ più elaborato, è per chiunque è stato attirato al Padre mediante la fede nel Figlio attraverso la potenza dello Spirito Santo (vedi 2 Corinzi 13:14). O, per dirlo di nuovo, è per chiunque è stato adottato dal Padre, il quale ha mandato il Figlio per redimerci e ha inviato lo Spirito di adozione nei nostri cuori mediante il quale gridiamo a Dio: “Abbà, Padre” (vedi Galati 4:4-6). O, per dirlo in un altro modo, è per chiunque è in comunione con altri credenti attraverso il nostro comune accesso al Padre in Cristo mediante lo Spirito (vedi Efesini 2:18).

O, per essere più precisi, è per chiunque vuole capire come opera tutta questa grande salvezza, e che cosa il vangelo rivela sul Dio che sta dietro ad essa. Questo perché la dottrina della Trinità è l’unica visione di Dio che permette di capire il senso della salvezza cristiana. La Trinità è il motivo per cui la chiesa battezza nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo (vedi Matteo 28:19): essa è la primogenitura di tutti i nati di nuovo.

Naturalmente ci sono gli esperti nella dottrina della Trinità, persone che l’hanno meditata e studiata con rigore accademico e profondità. Ma ogni materia può essere appresa da una parte in modo semplice e dall’altra studiata approfonditamente: ci sono esperti in ogni materia, e la loro specializzazione non significa che la cosa che hanno studiato diventa di loro proprietà esclusiva. La Trinità è troppo importante per essere lasciata agli esperti in teologia.

Mito n°2: Non si trova nella Bibbia; è un’invenzione della chiesa primitiva.

Questo mito probabilmente si basa sull’obiezione che le parole chiave tradizionalmente usate per parlare della Trinità non sono presenti nella Bibbia: Trinità, per esempio; ma anche persona, natura, relazione, e via dicendo. Ma tutte queste parole sono delle semplici definizioni sommarie che si danno a cose che osserviamo nella Scrittura. La grande storia dell’unico vero Dio che adempie le sue promesse venendo a noi nel Padre che manda il Figlio e lo Spirito è la realtà sterminata in due testamenti di Dio che si fa conoscere nell’atto della redenzione. Al posto di raccontare tutta questa storia ogni volta che si riflette sull’identità del Dio del vangelo, fin dai tempi dei padri della chiesa primitiva i cristiani era soliti usare parole più brevi ed esportabili. Quando però iniziarono a utilizzarle in questo modo, i padri della chiesa non intendevano affatto essere stimati per la loro creatività. Concilio dopo concilio, commentario dopo commentario, catechismo dopo catechismo, essi insistevano nell’affermare che ciò che dicevano era ciò che le Sacre Scritture insegnano.

Alcuni cristiani contemporanei hanno una specie di fobia nel seguire la guida dei padri su questo punto, preferendo usare solamente le parole della Bibbia per descrivere le verità della Bibbia. Essi finiranno inevitabilmente a dover risolvere gli stessi problemi che la chiesa primitiva ha dovuto risolvere (scovare gli eretici al loro interno usando parole bibliche con significati diversi, capire come comunicare la fede alla generazione successiva, e così via), duemila anni dopo gli avvenimenti e ignari delle loro idiosincrasie moderne. Altri cristiani contemporanei sono troppo zelanti nell’accettare ciecamente la tradizione e danno volentieri credito ai padri della chiesa per aver inventato una dottrina che non si trova nella Bibbia. A loro, gli stessi padri della chiesa rispondono: “No, grazie”. Non è mai stata loro intenzione che noi credessimo nella Trinità sulla base della loro testimonianza; hanno proteso ogni loro sforzo per dimostrare che Dio ha rivelato la sua triunità nella Scrittura.

Mito n°3: E’ irrilevante per la vita spirituale.

Dato che la triunità di Dio è racchiusa nel vangelo, essa è il fondamento della vita spirituale di ogni credente. Più si comprende la profondità della struttura della realtà spirituale che abbiamo in Cristo e nello Spirito, più si comprendono e si sperimentano le cose profonde che Dio ha fatto per noi. Se pensi che la Trinità sia irrilevante per la tua vita spirituale di cristiano, probabilmente ti stai facendo ingannare da una specie di illusione ottica esperienziale. Quello che intendo dire è questo: puoi credere in Cristo, essere salvato, e avere comunione con Dio nello Spirito per un certo tempo prima di iniziare a pensare alla Trinità. Visto che tutto ti stava andando bene come cristiano prima che iniziassi a pensare alla Trinità, potresti concludere che la Trinità sia una dottrina vera ma non necessaria da mettere da qualche parte nella tua mente, senza che incida sulla tua vita. Ma in realtà, il motivo per cui tutto prima andava bene è che eri immerso nella realtà del Figlio e dello Spirito, che ti aveva sempre portato in modo concreto e dinamico nell’amore del Padre. Riconoscere questa realtà sottostante dovrebbe essere per te un invito ad approfondire quello che hai già iniziato a sperimentare nella vita cristiana.

Penso che esista un senso in cui si possa definire la Trinità irrilevante per la vita spirituale dei credenti. Si potrebbe definire irrilevante nel senso che è assolutamente indipendente dai credenti: è vera che la si apprezzi o meno. Dio resterebbe Padre, Figlio e Spirito Santo anche se il Padre non avesse mai mandato il Figlio e lo Spirito Santo, e anche se il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non avessero mai creato niente e nessuno affinché ricevesse la loro benedizione o credesse in loro. Ma l’indipendenza di Dio da tutto quello che non è Dio diventa per noi una cosa importante da capire. In altre parole, è molto importante che tu sappia che Dio rimarrebbe Dio anche senza di te.

Mito n°4: E’ illogica.

A volte usiamo forme abbreviate per parlare della dottrina della Trinità, e diciamo che “il nostro Dio è tre in uno”, o “tre e uno”. Sembra una contraddizione, ma se si aggiungono i sostantivi opportuni, la contraddizione svanisce: Dio è tre persone in un unico essere. Può essere un mistero, ma non è necessariamente una contraddizione. Il problema con la frase breve “tre in uno” è che potrebbe suggerire “tre Dèi in un solo Dio”, o “tre persone in una sola persona”, o “tre esseri in un solo essere”. La frase breve prende tutto il messaggio biblico (secondo cui vi è un solo Dio, e che questo Dio esiste come Padre, Figlio e Spirito Santo) e, omettendo tutti i sostantivi, lo comprime in una forma che assomiglia all’algebra, e per giunta un’algebra sbagliata. Quando Dio si rivela come Padre, Figlio e Spirito Santo, non ci chiede di sacrificare le nostre menti. Egli ci chiede di essere umili e di avere uno spirito ammaestrabile, che è lo stesso atteggiamento che dobbiamo avere per credere a qualsiasi cosa Dio riveli.

Mito n°5: Le analogie per descrivere la Trinità hanno una grande importanza e ci aiutano a capirla più a fondo.

Com’è la Trinità? Come un trifoglio? Come l’acqua in uno dei suoi stati (liquido, solido e gassoso)? Come il sole che irradia raggi di luce e onde di calore? Come il guscio, il tuorlo e il bianco di un uovo? Come una mente che ricorda se stessa, conosce se stessa e ama se stessa? Come un comitato di tre persone con un unico programma? Come una persona che ha tre lavori? No, Dio la Trinità non assomiglia per niente a nessuna di queste cose. Alcune di queste analogie sono addirittura false e non andrebbero mai usate; altre sono un po’ più utili per riflettere in maniera astratta su qualche elemento isolato della dottrina della Trinità. Nessuna di esse è importante, e nessuna ti aprirà nuovi orizzonti nella comprensione di ciò che la Bibbia vuole dirci rivelando la Trinità. L’idea stessa che sia molto importante trovare un’analogia adeguata per la Trinità di solito è un segnale che ci stiamo facendo un’idea sbagliata di questa dottrina. E’ possibile lanciarsi alla ricerca di risposte a domande che non vale proprio la pena porsi. Qualcuna di queste analogie per descrivere la Trinità potrebbe essere utile da prendere in considerazione, a patto di tenere molto basse le proprie aspettative.

Resta significativo il fatto che Dio abbia comunicato la verità sul Padre, sul Figlio e sullo Spirito Santo senza darci una sola analogia sulla Trinità nella Bibbia. E se Dio ci avesse già rivelato quello che è necessario sapere sulla vita eterna di Dio, e l’avesse fatto senza menzionare trifogli o iceberg? E se il modo migliore per comprendere l’eterna comunione tra Padre, Figlio e Spirito Santo è capire che il Padre ha mandato il Figlio e lo Spirito? E se il Dio eterno è il Padre che manda il Figlio e lo Spirito nella pienezza dei tempi, perché da ogni eternità Dio è il Padre, l’unigenito Figlio eterno, e lo Spirito eterno che procede dal Padre e dal Figlio? Questo vorrebbe dire che quando raccontiamo la storia del vangelo, stiamo già descrivendo il carattere di Dio. Questo vorrebbe dire che la Trinità e il vangelo sono le basi inscindibili della nostra fede e anche il punto di partenza della nostra conoscenza.


Fred Sanders (PhD, Graduate Theological Union) è professore di teologia al Torrey Honors Institute presso Biola University. Sanders è l’autore del libro The Deep Things of God ed ha un blog su ScriptoriumDaily.com.

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