Amatevi a vicenda

Ho caricato nel mio sito internet alcuni sermoni da 1 Pietro, e questo articolo mi dà l’opportunità di riflettere su un versetto che considero un’enorme sfida.

1 Pietro 1:22 è per me uno dei comandi più difficili non solo di questa lettera, ma di tutta la Scrittura.

Pietro dice: "Avendo purificato le vostre anime con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore".

Wow.

Ci sono tante cose da analizzare sull’amore, ma prima di tutto partiamo brevemente dal contesto. Pietro sta scrivendo a credenti che soffrono. La vita da esiliati non è facile (v.1), e i suoi lettori stanno vivendo cose che molti cristiani occidentali non sarebbero in grado di capire.

Pietro avrebbe potuto dire semplicemente: "Tenete duro" o "Tenete la testa alta", invece Pietro sta dando loro tutta una serie di ordini. La sua lettera è piena di comandi che sfidano il loro standard di giusta condotta.

Per esempio: "Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: 'Siate santi, perché io sono santo'" (vv. 14-16).

E’ in questo contesto che Pietro chiama gli "eletti che vivono come forestieri” ad amarsi a vicenda.

La difficoltà ad amare

Non so te, ma io devo sforzarmi molto per amare gli altri nei miei giorni migliori. Anche quando mi sento più vicino al Signore e quando le cose vanno come desidero, in qualche modo mi ritrovo a essere mancante in una relazione nella quale sono chiamato ad amare un’altra persona. Può succedere con mia moglie, i miei figli, un collega, un credente, o un vicino di casa non salvato.

E poi, se ci aggiungiamo le sofferenze ... è il caso di parlarne? Se sto avendo una giornata storta, in cui mi sento schiacciare dalle pressioni della vita in un mondo decaduto, o se il corpo sta sperimentando la sua debolezza, la difficoltà ad amare diventa ancora più grande.

Faccio una breve annotazione teologica: la sofferenza non produce il peccato; la sofferenza rivela il peccato. Non puoi incolpare alla tua sofferenza per le reazioni peccaminose; in realtà, le sofferenze esteriori non hanno fatto altro che palesare il peccato interiore che era temporaneamente nascosto nel tuo cuore.

Questo è il messaggio di Pietro alla chiesa: anche nei giorni più bui e difficili, Dio ti chiama comunque ad amare gli altri.

Analizziamo il suo messaggio. Pietro elenca quattro caratteristiche principali dell’amore:

1. Amore sincero

Cristiani e non cristiani sono ugualmente bravi a manifestare quella che definisco "cortesia culturale", come i saluti superficiali. Hai mai detto: "Ciao, come stai?" o "Che bello vederti!" quando in realtà non t’interessava sapere come sta l’altra persona e avresti piuttosto fatto a meno di parlarci? Io sono colpevole di questo.

L’amore che Pietro descrive, un amore sincero, procede da un cuore puro, un cuore consapevole di quanto è stato amato da Dio, e che ora vuole riversare quell’amore verticale in modo orizzontale sugli altri.

Stai fingendo di amare in qualche tua relazione?

2. Amore fraterno

Vivo a Filadelfia ("La città dell’amore fraterno") e la parola è effettivamente utilizzata nell’originale in greco. Lo considero ironico, perché la mia città è generalmente nota per non amare i suoi stessi abitanti o per non essere accogliente verso i suoi ospiti, ma la parola "amore filadelfia" in questo contesto significa “amore familiare”.

L’amore fraterno è il tipo di amore che si pone a fianco di un’altra persona e condivide con essa un terreno comune. Come cristiani, abbiamo tutti un’unica identità: salvati per grazia, con lavori (di grazia) in corso. Forse il modo migliore per esprimerlo è chiamarlo "amore che gioca alla pari".

Mi rattrista l’anima guardare alla chiesa e vedere quanto poco amore fraterno ci sia. Al suo posto c’è moralismo e atteggiamenti del tipo "sono più santo di te". Vorrei poter dire di non essere parte del problema, ma lo sono.

3. Amore di vero cuore

L’amore di Dio è zelante, un amore che cerca attivamente modi per servire. Invece di aspettare che le opportunità ci capitino addosso, dovremmo sforzarci di andarle a cercare o crearle noi stessi.

Vi faccio un esempio pratico e molto semplice per esprimere questo zelo. Non aspettare che la tua chiesa chieda dei babysitter volontari per il prossimo evento. Trova invece una famiglia della chiesa con figli piccoli. Regala ai genitori un coupon per andare a cena in un ristorante, e offriti di badare ai loro figli per quella sera. Che benedizione sarebbe per una mamma e un papà!

Lo stesso dovrebbe essere fatto con i non cristiani. Invece di aspettare la pulizia delle strade annuale, raduna la tua famiglia e trova qualcuno nel tuo vicinato che ha bisogno di aiuto per tenere in ordine il giardino. Andate a tagliargli l’erba, togliete le loro erbacce, e cucinate loro dei biscotti. Magari all’inizio ti guarderanno in modo strano, ma poi si domanderanno che cosa sta motivando il tuo comportamento.

Il nostro Dio ama attivamente. Egli persegue il nostro mondo ed entra in esso. Come puoi incarnare in modo fervente e pieno d’iniziativa l’amore del Signore Gesù Cristo in una situazione, in una relazione, o in un certo posto?

4. Amore puro

Purezza e sincerità sono simili quando si parla di amore. Quando chiedi a qualcuno: "Come stai?", dovresti essere sinceramente interessato a quanto succede nella sua vita e dove affronta difficoltà. Allo stesso modo, l’amore puro non ha interessi nascosti o motivazioni frammiste.

So che il mio amore non è sempre puro. Forse alcuni di voi si possono identificare in una situazione del genere: non vedi qualcuno da un bel po’ e non hai nessun interesse a costruire un rapporto, ma poi si presenta l’occasione nella quale lui potrebbe fare qualcosa di utile per te. All’improvviso, sei desideroso di esprimere "amore" nei suoi confronti, ma, di fatto, stai solo amando te stesso in quel momento, e ti stai servendo di quella persona per promuovere l’amore per te stesso.

Pietro ci sfida ad amare con un’unica motivazione: per prendere parte all’opera buona che Dio ha cominciato nella loro vita. Non “amiamo” altri perché vogliamo qualcosa da loro, o per renderli nostri debitori in vista di un futuro scambio di favori. No, amiamo con purezza.

Una chiamata impossibile?

Non so te, ma quando leggo 1 Pietro 1:22, penso sia impossibile. Spesse volte finisco di scrivere con la tastiera questi articoli e penso: "Ho davvero il diritto di pubblicarlo?" Ho queste verità nelle mie mani e mi sento così indegno. Se dovessi scrutare la mia vita, scopriresti in fretta che Paul Tripp è un misero esempio di amore sincero, fraterno, fervente, e puro.

E avrei ragione a sostenere che questa chiamata è impossibile, se non fosse per il versetto successivo. Guarda 1 Pietro 1:23: "Perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio".

Non otterrai mai la capacità di amare in questo modo da te stesso o dalla persona che sei chiamato ad amare. No, quando Dio ci chiama ad amarci a vicenda, egli ci dà sempre se stesso.

Che questo articolo possa ricordarti di amare sinceramente, fraternamente, con un cuore fervente e con motivazioni pure per il bene del popolo di Dio e per l’avanzamento del suo Regno.


Paul David Tripp è pastore, scrittore e conferenziere. E' presidente di Paul Tripp Ministries, la cui missione consiste nell'applicare la potenza trasformatrice di Gesù Cristo alla vita quotidiana. Questa visione lo ha portato a scrivere 17 libri sulla vita cristiana, a realizzare 14 serie di insegnamenti e a viaggiare in giro per il mondo per parlare come oratore di conferenze. La passione che motiva Paul nel suo ministero è aiutare le persone a capire come il vangelo di Gesù Cristo offra speranza concreta in tutte le circostanze che le persone vivono in questo mondo travagliato.