3 cerchi concentrici per mantenere chiarezza teologica

Alla conferenza di Atti 29 Europa di Roma dell’Aprile di quest’anno, sono state adottate le seguenti risoluzioni sulla chiarezza teologica. A causa delle pressioni esercitate dal mondo d’oggi, la conferenza si è concentrata su tre questioni fondamentali: l’immagine di Dio, l’unicità di Cristo e la giustificazione per fede. Lo scopo era di:

Onorare tutto quello che la Bibbia afferma sui nostri atteggiamenti, convinzioni, principi morali, strutture e vite perché qualunque cosa meno di questo significa rigettare la Signoria di Cristo, e tutto ciò che va oltre significa opporsi alla sua Signora.

Promuovere la riflessione e la precisione teologica in tutte le nostre chiese.

Fin qui tutto bene. Come fondatore di chiese, so di volerlo fare, e sono anche sicuro che tutti noi lo vogliamo. Chi vorrebbe essere teologicamente confuso? O fondare e guidare una chiesa che lo sia? Eppure non sono convinto di avere perseguito questo scopo con la dovuta intenzionalità. Riflettendo su questo dopo la conferenza di Roma, ho capito che la chiarezza teologica una mia responsabilità di leader e che essa si estende da me in cerchi concentrici. Se leggo attentamente Atti 20 e le epistole pastorali, trovo questo avvertimento: “Bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (1 Timoteo 4:16).

La vita del leader è il centro, poi viene l’insegnamento (n.b. l’articolo determinativo) e poi le persone. In gioco c’è la salvezza di chi insegna e di chi ascolta. Prendiamo questi centri concentrici e cerchiamo di capire che cosa significhi essere scrupolosamente intenzionali nella chiarezza teologica in ciascuno di essi.

1. Il Pastore-Fondatore

Il mio cuore: RISOLUTO a leggere bene e molto, in modo da conservare la fede
La chiarezza teologica nella chiesa ha inizio dalla vita devozionale e meditativa del pastore-fondatore, quando egli legge la parola permettendo che essa lo trasformi. Questo è un brano che dovrei avere sempre davanti a me:

Così parla il Signore:
“Il cielo è il mio trono,
e la terra è lo sgabello dei miei piedi;
quale cosa potreste costruirmi?
Quale potrebbe essere il luogo del mio riposo?
Tutte queste cose le ha fatte la mia mano,
e così sono tutte venute all’esistenza”,
dice il Signore.
Ecco su chi io poserò lo sguardo:
su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto
e trema alla mia parola. (Isaia 66:1-2)


I miei atteggiamenti: RISOLUTO a crescere in amabilità e umiltà, evitando l’arroganza che irride
Questi versetti in Isaia faranno scaturire certamente la lettura della parola, la preghiera sulle dottrine che vi si trovano, e la ricerca del modo migliore per esprimerle bene e con chiarezza in contesti pubblici. Lo stesso vale anche per la lettura attenta di libri che inducono a riflettere. La mia lista di cose da leggere non dovrebbe essere una dieta di articoli scelti a caso da un feed di twitter o nei quali ci s’imbatte per caso su un blog. Dovrebbe essere pianificata e sostanziosa in modo da poterla condividere con altri.

Tim Keller riferisce la storia di un seminario teologico in cui la dottrina dell’inerranza biblica era contestata da una minoranza. La maggioranza di quelli che all’inizio erano convinti dell’inerranza finì col votare che il seminario assumesse una posizione contro l’inerranza biblica a causa dell’arroganza e dell’insolenza dei sostenitori dell’ortodossia. Se la nostra chiarezza teologica sul contenuto delle dottrine della grazia non ci rende umili, amabili, benevoli, audaci e amorevoli, allora c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Ovviamente, anche quando “in ogni cosa [onoriamo] la dottrina di Dio, nostro Salvatore” (Tito 2:10) con le nostre vite e il nostro atteggiamento, ci sarà sempre qualcuno che si allontanerà da noi. Ma questa non è una scusa per non prestare molta attenzione a come ci comportiamo e a come parliamo. Tristemente, i fondatori di chiese non sempre sono conosciuti per la loro prudenza.

Il mio tono: RISOLUTO a rallegrarmi degli elementi positivi
La chiarezza teologica significa essere convinti di quello che Dio ha rivelato essere vero e glorioso, e amarlo. Nella misura in cui amiamo ciò che la bibbia insegna e comunichiamo quest’amore ed entusiasmo in modi che sono in sintonia con le nostre congregazioni, in quella misura persuaderemo le nostre chiese e le guideremo bene. Tutto ciò che la Bibbia insegna, in definitiva, è che Dio riceve la gloria e noi riceviamo la gioia. Il Salmo 119:97 lo esprime perfettamente: “Oh, quanto amo la tua legge! E’ la mia meditazione di tutto il giorno”. Rendi questa nota gioiosa la melodia della tua chiesa in via di fondazione sin dal primo giorno.

Il mio rigore: RISOLUTO a essere chiaro sugli elementi negativi
C.S. Lewis disse che il problema principale delle persone è che non sanno come pensare. Ciò è evidente soprattutto nella nostra straordinaria capacità di credere contemporaneamente in cose che si contraddicono tra di loro. Spesso ce ne rendiamo conto solo quando qualcuno ci fa notare la lampante contraddizione. Gesù è l’unica via significa che tutte le altre vie non sono in realtà vie! L’autorità della Bibbia significa che non c’è nessun’altra autorità finale. La salvezza per fede mediante la grazia significa che non c’è nessun posto per le opere: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti”. (Efesini 2:8-9). Una visione basata sulla creazione biblica in tema di gender e sessualità è incompatibile con qualunque altra visione.

Il mio scopo: RISOLUTO a non appiattire l’insegnamento biblico
Il nostro compito consiste nell’insegnare tutto il consiglio di Dio. Come figli della Riforma, rifiutiamo l’idea che alcune delle verità che Dio ha rivelato siano solo per gli iniziati. Le vette più sublimi della dottrina e della riflessione teologica sono sempre alla fine di natura pratica, e ci aiutano a seguire più fedelmente il sentiero della santità e della missione. Siamo chiamati a esporre tutto quello che sappiamo al popolo di Dio e al mondo. Se le persone non capiscono quello che dico, potrebbe essere causa mia, non loro. Devo impegnarmi per rendere chiari e accessibili i concetti teologici che appaiono complicati e remoti, sia attraverso illustrazioni sia con esempi. Così facendo sto ubbidendo alle istruzioni di Paolo in 2 Timoteo 2:15: “Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità”.

2. L’insegnamento

I nostri collaboratori: RISOLUTO a proteggere con cura i ministeri d’insegnamento
Credo di non conoscere nessun pastore o anziano che non rimpianga di aver permesso a qualcuno di guidare un ministero in cui il suo insegnamento alla fine si è rivelato essere o poco comprensibile, non biblico o palesemente pericoloso ed eretico. Ti imploro, specie nei primi tempi di una chiesa in via di fondazione, di proteggere gelosamente tutti i ruoli d’insegnamento fino a quando non hai avuto il tempo sufficiente per valutare il carattere, l’ortodossia, l’unità sulle cose essenziali contenute nella confessione di fede della chiesa, la sua visione e i suoi valori, e la sottomissione alle strutture della chiesa. La tentazione di procedere frettolosamente sarà pressoché irresistibile. Ti prego però di credermi quando dico che l’angoscia di dover rimediare alla situazione creatasi nel passato, sistemare tutto il caos che si è creato, vedere alcuni sviarsi, portarsi dietro la responsabilità di quello che è successo e doversene ricordare quasi ogni giorno anche molti anni dopo è ben peggiore che essere paziente e prestare la dovuta diligenza. 1 Timoteo 3:8-10 si applica a tutti quelli che devono servire nella chiesa: “Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illecito guadagno; uomini che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura. Anche questi prima siano provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili”.

Le nostre radici: RISOLUTO a ricordare la storia della chiesa
Il credo, le confessioni di fede storiche, i cinque sola della Riforma, ci ricordano tutti che la chiesa ha sempre combattuto per la chiarezza teologica. Integrandoli nella nostra mentalità e nell’adorazione ecclesiale, istruiamo e proteggiamo le nostre chiese e garantiamo che le dottrine essenziali siano sempre davanti a noi.

La nostra lode: RISOLUTO nel vigilare che i canti che cantiamo siano vangelocentrici                                                                                                                           Andrew Fletcher pronunciò la celebre frase: “Se mi lasciano scrivere tutte le ballate di una nazione, non mi importa chi ne scriva le leggi”. I fondatori di chiese e i predicatori devono prendere sul serio queste parole. Non è per niente che Colossesi 3:16 dice: “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali”. I canti possono promuovere o indebolire la parola di Cristo. E’ necessario vigilare, e tristemente lo si fa solo a sprazzi. Dobbiamo chiederci se i pensieri, gli atteggiamenti, le emozioni, i comportamenti e le aspirazioni espresse nei canti che cantiamo rispecchiano ciò che dice la bibbia e come lo dice.

3. I miei uditori

Le generazioni: RISOLUTO a prestare molta attenzione ai bambini e ai ministeri per i giovani
Dobbiamo insegnare il vangelo con la necessaria chiarezza e profondità teologica a tutti, inclusi i nostri bambini e i giovani. Se insegniamo loro il moralismo e il legalismo, e se cerchiamo di inculcare il vangelo attraverso l’intrattenimento e buffonate varie, creiamo un gap che per molti è difficile colmare in seguito. Preparare una buona lezione per la scuola domenicale per bambini di 6 anni è per certi aspetti più difficile che preparare un sermone, ma è altrettanto essenziale.

La cultura: RISOLUTO a confrontarmi con le questioni di attualità
Alcuni aspetti del contenuto per noi oscuro del Nuovo Testamento circa il cibo sacrificato agli idoli, la circoncisione e le feste ci appaino molto distanti, eppure rappresentavano l’applicazione più importante delle verità di cui gli autori biblici dovevano parlare ai loro giorni. Più dobbiamo spiegarle oggi e fornire il loro contesto, più è evidente che gli autori erano teologicamente molto chiari sulle questioni più scottanti dei loro giorni, e che non vedevano l’ora di affrontarle con determinazione. Invece di farci intimidire dal mondo e di avere paura di parlare delle questioni attuali, dovremmo essere desiderosi di affrontarle in modo biblico in tutti i modi in cui insegniamo, soprattutto alla chiesa riunita. Paradossalmente, le cose che istintivamente evitiamo di trattare sono quelle che più attirano le persone e le fanno restare ad ascoltarci.

I media: RISOLUTO a promuovere buoni libri nell’epoca di internet
Oggi, una delle minacce più immediate alla chiarezza teologica è internet con il suo flusso ininterrotto di contenuto non verificato e improvvisato. Promuovere i siti web buoni e denunciare quelli scadenti è una strategia di breve efficacia. Abbiamo bisogno di una strategia più complessiva, che la bibbia chiama discernimento, e che si ottiene soltanto mettendo le idee a confronto con la sana dottrina. Paolo si rivolge alla chiesa di Filippi in questo modo: “Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella”. E a Timoteo disse “Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa”. La dottrina della perspicuità (chiarezza) della Scrittura significa che insegniamo alle nostre chiese a pensare, a discernere e a essere capaci di respingere il 90% di quello che ascoltano e leggono. Dobbiamo insegnare loro un metodo e mostrare come applicarlo, senza cadere nella trappola di essere accademici. Per quanto riguarda i libri, è statisticamente molto improbabile che tutti i libri pubblicati dall’odierna editoria cristiana siano buoni. La maggior parte è nella media. Molti probabilmente non avrebbero dovuto essere pubblicati e venduti, e sarebbe stato meglio pubblicarli come post su dei blog. Alcuni contengono falsità, ma finiscono lo stesso nelle mani e nelle menti della nostra gente. Quando però troviamo un libro veramente buono, dovremmo promuoverlo adeguatamente così da imparare tutti insieme e gioire insieme per la maggiore chiarezza teologica che ci apporta.

Le conversazioni di tutti i giorni: RISOLUTO ad affrontare con garbo le inesattezze teologiche quotidiane
Quante volte al giorno un fondatore di chiese o un pastore ascolta qualcuno – un credente, o qualcuno che lo sta per diventare – affermare qualcosa che evidenzia un buco enorme nella sua teologia? Ogni conversazione è un momento per insegnare, ma dobbiamo procedere con la mano leggera e con grazia. Dobbiamo trovare modi coerenti con la nostra personalità, senza diventare pesanti e pedanti, per riallineare e sistemare questi errori. Forse sarà necessario riformulare o girare intorno all’argomento in questione, o fare una domanda di chiarimento. Le volte in cui ho avuto l’energia e il coraggio di fare questo (quando non lo faccio è per pigrizia e codardia) le persone imparano e apprezzano. 2 Timoteo 2:24-25: “Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. Deve istruire con mansuetudine gli oppositori”.

Il pubblico: RISOLUTO a compiacere Dio anziché le persone
Ricordo quando all’inizio del mio ministero fui invitato a predicare in una chiesa frequentata da un teologo francese, noto per la sua meticolosità. Le persone mi chiedevano se fossi preoccupato. In parte, ovviamente, lo ero. Ma ogni volta che predichiamo, Dio ci ascolta, e le persone che Dio ci chiama a sfamare ci ascoltano. Le loro vite, nel tempo, rispecchieranno l’impatto del nostro insegnamento, nel bene o nel male. Questo è, o dovrebbe essere, molto più intimidatorio che qualunque teologo. La chiarezza teologica è, in sostanza, pensare secondo i pensieri di Dio e comunicarli nel modo migliore e più accurato che possiamo. E’ in definitiva una risposta al suo grande amore per noi, mentre cerchiamo di “piacergli in ogni cosa”. (Colossesi 1:10)

Impatto